| Rocco's profileECCO IL CAPITANO !!!PhotosBlogLists | Help |
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ECCO IL CAPITANO !!!May 17 17°scudetto...forza inter!!La sconfitta del Milan a Udine regala all'Inter il 17° scudetto senza scendere in campo: era successo lo stesso alla Juve nel 2005. Per i nerazzurri si tratta del quarto tricolore consecutivo e quello che sancisce l'aggancio ai cugini rossoneri. Doppio brindisi, dunque, in casa Inter, nel giorno del 64° compleanno del presidente Moratti. Domenica sera a San Siro non servirà aspettare la fine del match contro il Siena: sarà subito grande festa. L'Inter festeggia dunque il suo diciassettesimo scudetto con ancora tre partite da disputare da qui alla fine: sette infatti i punti di vantaggio sul Milan, già sceso in campo e sconfitto nell'anticipo del Friuli. E Josè Mourinho fa subito centro al suo primo anno sulla panchina nerazzurra. May 10 Chievo 2-Inter 2: un altro piccolo passo.....Orfana di Ibrahimovic, fermato dal giudice sportivo, l'Inter non va oltre il 2-2 esterno a Verona contro il Chievo e deve rimandare la festa scudetto. Il tutto al termine di una gara che i nerazzurri interpretano malissimo nonostante un primo vantaggio firmato da Crespo dopo appena 3' e il gol del 2-1 siglato da Balotelli al 20' della ripresa. Alle due reti della banda di Mourinho rispondono infatti prima Marcolini (27') e poi Luciano (28' st). LA PARTITA LUCIANO 7 - Comincia sbagliando tutto il possibile, ma cresce di minuto in minuto fino a diventare decisivo con il piattone che ferma il cronometro della festa interista al 27' della ripresa. BALOTELLI 6,5 - Partita da 5, gol da 8. La media è un po' la sua storia di calciatore in grado di numeri eccezionali ma anche di pericolose amnesie. L'imitazione di Ibra con dito davanti alla bocca non era richiesta. Quindi poteva evitarsela MARCOLINI 7 - Intanto il sinistro che fulmina Julio Cesar è da applausi. Se a questo dettaglio non proprio insignificante si aggiunge poi una partita di grande dinamismo e di buon ordine tattico, il voto non è che una logica conseguenza. MUNTARI 5 - In dubbio fino all'ultimo, in affanno fin dall'inizio. Incomprensibile la scelta di Mourinho che, infatti, appena può lo cambia correndo ai ripari. SORRENTINO 5 - Sul gol di Balotelli quasi nulla da dire, anche se si tratta sempre di una rete presa sul proprio palo. Il vantaggio firmato da Crespo è però quasi tutto suo e qualche uscita specie a inizio gara lasciano molto perplessi. May 03 Nel segno di Ibra: Inter 2-Lazio 0!! E vai...Ci pensa Zlatan Ibrahimovic. Al 13' del secondo tempo. Gol di classe; la firma dell'uomo più decisivo dell'Inter. E al 26', appoggiando una palla filtrante da pelle d'oca a Muntari che infila sul primo palo: probabilmente l'uno-due che chiude i discorsi sugli esiti del torneo (guarda la sintesi). La cronaca racconta che la Lazio perde 2-0 e l'Inter disintegra dopo un primo tempo contratto le paure e i sorrisini maligni del Milan che adesso è sotto di 10.
IBRA E ZARATE - Senza l'uomo più in forma, Mario Balotelli, e il portatore d'acqua Dejan Stankovic, Mourinho applica la soluzione più attesa, con Figo e Mancini alla spalle di Ibra. Lo schema ad albero di Natale prevede Zanetti, Cambiasso e Muntari a centrocampo: fisicità alle stelle a discapito della tecnica. Ma è comunque bello l'avvio dell'Inter. Il marchio è di Ibrahimovic che mette subito pressione alla difesa laziale, disposta da Delio Rossi con logica da finale. Schiera infatti Siviglia a destra per scaldargli i muscoli in vista della sfida contro la Sampdoria in Coppa Italia. Perché su quella corsia dovrà marcare Cassano. Ma la vera novità è Del Nero al posto di Foggia, alla sinistra del centrocampo, alle spalle della coppia Rocchi-Zarate.
EFFETTO FIGO - L'Inter cerca di impressionare la Lazio ancora da destra, ma l'appoggio di Figo attraversa lo specchio della porta. Se all'8' Rocchi cerca l'angolo alla destra di Julio Cesar è per far capire all'Inter che alla Lazio di fare una bella figura a San Siro interessa eccome. Non c'è certo da lustrarsi gli occhi: il gioco latita e vive sulle intuizioni di chi fa la differenza. Al 23'Figo mette sulla fronte di Ibra la palla perfetta; l'inzuccata dello svedese è quella giusta, ma la palla esce d'un soffio: questione di centimetri.
ZARATE KID - E se al 26' Zarate fila via come una scheggia, obbligando Samuel al fallaccio con giallo, vorrà pur dire qualcosa. I nerazzurri sembrano soffrire il gioco anarchico, ma efficace, della Lazio che difende con ordine e pressa i portatori di palla. Al 31' l'Inter confeziona la seconda occasione-gol più nitida del primo tempo: tecnico e gustoso il cross di Ibra per Muntari che irrompe di testa in tuffo e conclude a lato nell'area piccola alla sinistra di Muslera. Per la Lazio sono dolori quando l'Inter innesca la quarta e parte in velocità, ma non è da meno anche la squadra biancoceleste che, nelle sporadiche ripartenze, mette in crisi la retroguardia di casa. Come al 34', quando Cordoba è costretto a commettere fallo su Rocchi. Con punizione maligna di Zarate parata da Julio Cesar, che replica in angolo al 37' sempre sull'argentino. E' il funambolo di Lotito l'uomo per tutte le stagioni. Un iradiddio che salta l'uomo e tira da tutte le posizioni.
CAMBI GIUSTI - La ripresa inizia senza cambi, ma con il ritmo più alto. E questa è già una notizia. Apparentemente nulla è cambiato. Ibra è ricercato ossessivamente; sul fronte opposto Zarate a volte esagera rischiando di dribblare se stesso. Mancini non ne azzecca nulla e non deve sorprendersi l'Amantino se viene beccato dal pubblico. Beh, dire che non va è evidente. Mourinho annoiato finalmente cambia la sostanza. Sacrifica Santon con l'intelligenza di Vieira e arretra Zanetti in difesa, e sottopone Mancini a una bordata di fischi preferendogli Crespo.
CHE ZLATAN - Aria nuova che frizza. I cambi sono adrenalina. Crespo apre spazi e l'Inter al 13' passa. Il gol di Ibra è un mix di potenza e classe divina; irrompe in area, evita Rozenhal e saccheggia la porta di Muslera con un fendente imprendibile. Delio Rossi ammutolito toglie l'inutile Del Nero per Foggia. Forse avrebbe dovuto pensarci prima. Ma è serata Ibrahimovic. Strepitoso l'assist per Muntari al 26'; palla che taglia in due la difesa e raccolta dal ghanese che infila tra palo e Muslera. Partita chiusa. April 26 Brutta prestazione dell'Inter...Napoli 1-Inter 0 (+7 sul Milan,+9 sulla Juventus a meno cinque dal termine)Con un gol di Zalayeta al 28' del secondo tempo, il Napoli torna alla vittoria dopo 14 partite e ferma l'Inter, a sua volta imbattuta in campionato nelle ultime 13 giornate. Partita giocata a ritmi bassi e povera di emozioni quella del San Paolo, decisa da un esterno destro dell'attaccante uruguaiano ben servito da Lavezzi. Il Milan, ora, è a 7 punti dai nerazzurri. Stankovic e Balotelli, ammoniti, salteranno la sfida contro la Lazio.
LA PARTITA Soprattutto se, nelle prossime gare, i nerazzurri non dovessero riuscire a ritrovare quella condizione atltetica che sembra essere improvvisamente scomparsa. Al San Paolo è andata in scena una delle più brutte prestazioni stagionali per la banda di José Mourinho: lenta, impacciata, sempre prevedibile. Brutta, insomma. Mai veramente pericolosi dalle parti di Navarro, Ibrahimovic e compagni hanno subìto il colpo del ko a venti minuti dal termine (buona intuizione di Lavezzi, chirurgico esterno destro di Zalayeta) e non si sono più rialzati. Quella del Napoli, tornato alla vittoria dopo più di tre mesi (11 gennaio, in casa con il Catania), è una piccola impresa. Forse solo un po' agevolata. Dall'Inter, s'intende. Santacroce 6,5: Visto che di fronte si trovava Super Mario, è di fatto l'unico difensore del Napoli a giocare una partita "vera". E, nonostante tutto, si guadagna lo stipendio. Lavezzi 6: Le due punizione battute in sequenza intorno alla mezz'ora del primo tempo (entrambe decisamente alte) sono le cose migliori della sua partita fino al minuto 28 della ripresa quando si mette gli sci, comincia uno slalom sulla trequarti avversaria degno di Giorgio Rocca (dire Alberto Tomba pare esagerato) e serve Zalayeta per il gol vittoria. La firma del Pocho, insomma, c'è. Ibrahimovic 5: Gioca in Italia ma, forse, con la testa è già in Spagna. E' impegnato al San Paolo ma, forse, con le gambe si sente già al Camp Nou. Faccia pure i suoi conti, ma li faccia a tempo debito. Figo 4: Va al rallenty, ma visto che gioca in serie A (e non in Premier League) in pochi se ne accorgono. Pecca anche in precisione, e visto che non gioca da solo ad accorgesene sono in molti, soprattutto i compagni di reparto. Zalayeta 7: Esce con la maglietta poco sudata, con i pantaloncini puliti puliti e con un sorriso grande così. Il panterone ha graffiato al momento giusto. Donadoni gli offrirà una birra. April 19 Juventus 1 - Inter 1 : si resta a + 10, con 6 giornate alla fineÈ passato esattamente un secolo dal primo derby d'Italia, ma Juventus-Inter del 18 aprile 2009 ha davvero qualcosa in più, proprio come dichiarato alla vigilia da José Mourinho: è la sfida che può lasciare i bianconeri aggrappati a una speranza o permettere ai nerazzurri di sorpassare un ostacolo difficile in vista dell'obiettivo finale, o più semplicemente la sfida tra prima e seconda in classifica, tra due squadre che si contendono un campionato che dice +10 per i nerazzurri a 7 giornate dalla fine.
April 05 Udinese 0 - Inter 1: si ritorna a +9!!Dopo un pomeriggio sereno per il pareggio interno della Juve e un primo tempo di preoccupazione per l'ottima prestazione dell'Udinese, l'Inter di Mourinho può (quasi) festeggiare lo scudetto. Al Friuli, dopo una lunga serie di occasioni bianconere e un rigore negato ai ragazzi di Marino per un contatto Julio Cesar-Quagliarella, decide un'autorete di Isla al 77'. A otto giornate dal termine, sono 9 i punti di vantaggio sulla Juve.
LA PARTITA Giusto il tempo di ammirare Cordoba fermare Quagliarella lanciato a rete e Inler sparare a pochi centimetri dal palo e l'Inter guadagna campo. Mourinho mette Vieira e Figo al posto di Santon e Balotelli e la manovra cresce. Stankovic, servito da Ibra, va vicinissimo al gol che, invece, arriva poco più tardi: magia di Ibra per Vieira che, ostacolato, fa arrivare il pallone sui piedi di Isla: vantaggio nerazzurro e vittoria ipotecata. Ibra andrà vicino al raddoppio, Obodo al pareggio, ma non cambierà più niente. Solo in vantaggio in classifica sulla Juve e l'umore di Mourinho. Per una sera davvero speciale. LE PAGELLE Maxwell 6,5: A furia di stare parcheggiato in garage, il rischio era che si fosse arrugginito. Di ruggine, però, non vi è traccia. Gioca meglio rispetto a Santon e costringe Pepe a fare il terzino. Sarà rimasto soddisfatto anche Mou? Ibrahimovic 6: In campionato ha abituato tutti a recitare il ruolo del Re leone e, forse, i sei punti di vantaggio sulla più diretta inseguitrice ad inizio partita gli avevano tolto appetito. Per essere Ibra, si accontenta di svolgere il compitino. Inler 6,5: Per buona parte della partita il pallino è costantemente nelle mani (e nei piedi) dei giocatori di Marino e il merito non è del solo Asamoah. Anche lo svizzero, infatti, fa la voce grossa, sia con gli avversari diretti che con Julio Cesar. Ma non basta. Quagliarella 6,5: Rimasto orfano del gemello del gol, Di Natale, l'attaccante della nazionale di Marcello Lippi si sdoppia sfidando da solo (o quasi) l'intera difesa nerazzurra. Missione compiuta, ma Julio Cesar lo ferma senza fare troppi complimenti. E' fatto così... March 22 Ancora nel segno di Ibra...Inter 3-Reggina 0Dopo la Fiorentina, Ibrahimovic impacchetta anche la pratica Reggina. Un'altra doppietta, un altro centro da stropicciarsi gli occhi. Il pallonetto (non lo chiamamo cucchiaio per motivi di copyright) che spazza i dubbi di questo pomeriggio è il diamante incastonato nella prestazione del nuovo capocannoniere della A (in coabitazione di Di Vaio con 19 gol).
L'Inter vince 3-0 contro la Reggina e le cose serie, magari bruttine ma terribilmente pratiche, le produce nei primi undici minuti. Cross di Balotelli, tacco di Stankovic, Cambiasso arriva e insacca: 1-0. Mancini punta Valdez, contatto in area, rigore: Ibra dal dischetto fa 2-0. Nel giro di pochi secondi il fascicolo della ventinovesima giornata potrebbe già essere messo sullo scaffale. Da qui in poi partono i tentativi di crearsi una domenica alternativa. Lo stesso svedese cicca un gol a porta vuota e coglie un palo dal limite. La Reggina di Orlandi è tutta in Brienza e Cozza, quest'ultimo terminale di un attacco spompo (senza Corradi, Stuani è rimasto comunque in panchina). Il 4-1-4-1 ideato per l'occasione avrebbe il progetto di incelofanare il meccanismo di Mourinho e di ripartire in velocità con i due di cui sopra e il giovane nigeriano Adejo (classe 1989). Ma la partenza lanciata della banda morattiana manda tutto a ramengo. Hai voglia a imbrigliare quando invece devi costruire. La Reggina perde i riferimenti e l'Inter potrebbe dilagare. Succede solo nel primo quarto d'ora della ripresa, quando Ibra decide di abbassare il sipario a modo suo, con un pallonetto dolce come il tiramisù della mamma. Un po' per imprecisione e un po' perché la catena gira a scatti, il risultato si inchioda qui. Non per prostituzione intellettuale, ma dobbiamo ricordare che la squadra calabrese avrebbe anche avuto un lampo per riaprire il discorso. Batteva il 42' del primo tempo, ma Barillà invece che calciare bene sceglieva di infrangere il suo piattone sul corpo di Julio Cesar. Un piatto di pasta la prossima volta potrebbe risolvere tutti i problemi. LE PAGELLE Cambiasso 7 Anema, core e un pizzico di inzaghite. Porta in vantaggio l'Inter con un senso del gol da SuperPippo. Capisce prima di tutti dove finirà il tacco di Stankovic e si porta sul luogo del possibile delitto con largo anticipo. Lo stesso che utilizza nel resto della partita quando deve affrontare Cozza e avversari. Brienza 6,5 Da prigioniero in un ruolo non suo (esterno destro a centrocampo) a libero di amare la sfera. Da quella parte fa soffrire Santon perché ha il sinistro felpato che può far male. Dopo tre minuti prova i riflessi di Julio Cesar. Poi innesca Cozza e Barillà. Meglio soli che male accompagnati? Non crediamo che la pensi così... Julio Cesar 6,5 Una delle domeniche più tranquille per lui. Avrebbe quasi il tempo di portare al parco i figli. Eppure i suoi compagni trovano il modo di farlo lavorare. Detto del mancino di Brienza, è sveglio quando anticipa in uscita Barillà e quando ferma lo stesso mediano reggino ormai prossimo a segnare. Nella ripresa fronteggia le fiammelle calabresi con un paio di interventi istintivamente decisivi. Balotelli 6,5 Ridere, ridere, ridere. Su Mario, dov'è finito il sorriso? Ah eccolo, al novantesimo. Il ragazzo ha imparato a prenderle e a stare zitto. A godere senza sbeffeggiare. Parte a sinistra, si allarga a destra, si accentra. Gli piace portarsi in giro avversari e palloni. L'assist a Ibra - che poi lo svedese getta dalla rupe a porta vuota - è un mix di intensità (pressa Santos) e intelligenza (attende che Zlatan si liberi dell'avversario). Quando la partita imbocca la discesa cerca il gol sfiorandolo con conclusioni dalla distanza. Cozza 6,5 In versione Totti (prima punta) è l'elemento che squassa i piani di Mourinho. Cerca di trainare Cambiasso fuori posizione nella speranza che gli inserimenti dei suoi compagni portino Rivas a patire l'uno contro uno. Invece diventa artefice di alcune soluzioni personali che tengono viva la Reggina. Un suo destro nel primo tempo finisce sulla rete etserna, la trovata che mette Barillà davanti al portiere andrebbe chiusa meglio dal vicino di spogliatoio e una girata al volo senza guardare merita la menzione. Cala d'intensità con il trascorrere dei minuti. |
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