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Rocco Imperatore

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ECCO IL CAPITANO !!!

May 17

17°scudetto...forza inter!!

La sconfitta del Milan a Udine regala all'Inter il 17° scudetto senza scendere in campo: era successo lo stesso alla Juve nel 2005. Per i nerazzurri si tratta del quarto tricolore consecutivo e quello che sancisce l'aggancio ai cugini rossoneri. Doppio brindisi, dunque, in casa Inter, nel giorno del 64° compleanno del presidente Moratti. Domenica sera a San Siro non servirà aspettare la fine del match contro il Siena: sarà subito grande festa.

L'Inter festeggia dunque il suo diciassettesimo scudetto con ancora tre partite da disputare da qui alla fine: sette infatti i punti di vantaggio sul Milan, già sceso in campo e sconfitto nell'anticipo del Friuli. E Josè Mourinho fa subito centro al suo primo anno sulla panchina nerazzurra.

May 10

Chievo 2-Inter 2: un altro piccolo passo.....

Orfana di Ibrahimovic, fermato dal giudice sportivo, l'Inter non va oltre il 2-2 esterno a Verona contro il Chievo e deve rimandare la festa scudetto. Il tutto al termine di una gara che i nerazzurri interpretano malissimo nonostante un primo vantaggio firmato da Crespo dopo appena 3' e il gol del 2-1 siglato da Balotelli al 20' della ripresa. Alle due reti della banda di Mourinho rispondono infatti prima Marcolini (27') e poi Luciano (28' st).

LA PARTITA
Nemmeno il tempo di chiedersi che effetto può fare ai nerazzurri l'assenza di Ibra, che la banda di Mourinho passa in vantaggio. Il minuto è il terzo: Cambiasso raccoglie un cross di Stankovic e scarica un destraccio senza pretese, Sorrentino non trattiene e Crespo, inserito proprio al posto dello svedese, infila l'1-0. Il Chievo, sotto di un gol senza nemmeno accorgersene, accusa il colpo e, otto minuti dopo, rischia di capitolare nuovamente su destro ravvicinato di Figo deviato sul palo da Frey. Quando però la gara dà la netta sensazione di non avere storia, accade l'impensabile. Gli uomini di Di Carlo cominciano a giocare, l'Inter rincula malamente lasciando l'iniziativa agli avversari e, poco alla volta, la partita cambia. In tre minuti, tra il 13' e il 17', i veronesi si fanno vedere dalle parti di Julio Cesar per tre volte. Prima di testa con Bogdani, quindi di sinistro da fuori con Marcolini e, infine, ancora con l'attaccante albanese di piattone destro. Piccoli fuochi che diventano un incendio al 27', quando sempre sull'asse Bogdani-Marcolini, nasce il gol del pareggio. Assist del primo, sinistro micidiale del secondo e Julio Cesar battuto: 1-1 e tutto da rifare.

L'inerzia della gara non cambia nella ripresa, un po' perché i nerazzurri faticano a tenere alto il pallone e un po' perché il Chievo, sbattuto come un tappeto sul fischio d'inizio, comincia a convincersi della possibilità di portarsi a casa partita e salvezza. Fatto sta che, a parte qualche sporadica iniziativa, la manovra interista non decolla e Mourinho deve ricorrere a Cruz per cercare di rivitalizzare la fase offensiva. Tentativo che sembra destinato al fallimento almeno fino al minuto 65, quando Balotelli, fin lì più impegnato a litigare con gli avversari che altro, rompe la quiete di un match noiosetto scaricando un destro rabbioso alle spalle di Sorrentino un attimo prima di zittire, con tanto di ditino, i primi fischi dello stadio. Tutto finito? Manco per sogno, perché il Chievo non si arrende e otto minuti dopo ritrova il pari con Luciano. Mou, che dopo la rete di Balotelli si era coperto con Burdisso, si rilancia all'assalto buttando nella mischia Jimenez. La sua Inter, però, non cresce. La festa scudetto resta un pensiero. E il countdown, per il momento, si è fermato.

LE PAGELLE
CRESPO 6 -
Si presenta con il vestito della festa (scudetto) uccellando Sorrentino dopo 3'. Micidiale come ai bei tempi che furono ma decisamente meno resistente. Più che una partita, infatti, la sua è un'apparizione.

LUCIANO 7 - Comincia sbagliando tutto il possibile, ma cresce di minuto in minuto fino a diventare decisivo con il piattone che ferma il cronometro della festa interista al 27' della ripresa.

BALOTELLI 6,5 - Partita da 5, gol da 8. La media è un po' la sua storia di calciatore in grado di numeri eccezionali ma anche di pericolose amnesie. L'imitazione di Ibra con dito davanti alla bocca non era richiesta. Quindi poteva evitarsela

MARCOLINI 7 - Intanto il sinistro che fulmina Julio Cesar è da applausi. Se a questo dettaglio non proprio insignificante si aggiunge poi una partita di grande dinamismo e di buon ordine tattico, il voto non è che una logica conseguenza.

MUNTARI 5 - In dubbio fino all'ultimo, in affanno fin dall'inizio. Incomprensibile la scelta di Mourinho che, infatti, appena può lo cambia correndo ai ripari.

SORRENTINO 5 - Sul gol di Balotelli quasi nulla da dire, anche se si tratta sempre di una rete presa sul proprio palo. Il vantaggio firmato da Crespo è però quasi tutto suo e qualche uscita specie a inizio gara lasciano molto perplessi.

May 03

Nel segno di Ibra: Inter 2-Lazio 0!! E vai...

Ci pensa Zlatan Ibrahimovic. Al 13' del secondo tempo. Gol di classe; la firma dell'uomo più decisivo dell'Inter. E al 26', appoggiando una palla filtrante da pelle d'oca a Muntari che infila sul primo palo: probabilmente l'uno-due che chiude i discorsi sugli esiti del torneo (guarda la sintesi). La cronaca racconta che la Lazio perde 2-0 e l'Inter disintegra dopo un primo tempo contratto le paure e i sorrisini maligni del Milan che adesso è sotto di 10.
IBRA E ZARATE - Senza l'uomo più in forma, Mario Balotelli, e il portatore d'acqua Dejan Stankovic, Mourinho applica la soluzione più attesa, con Figo e Mancini alla spalle di Ibra. Lo schema ad albero di Natale prevede Zanetti, Cambiasso e Muntari a centrocampo: fisicità alle stelle a discapito della tecnica. Ma è comunque bello l'avvio dell'Inter. Il marchio è di Ibrahimovic che mette subito pressione alla difesa laziale, disposta da Delio Rossi con logica da finale. Schiera infatti Siviglia a destra per scaldargli i muscoli in vista della sfida contro la Sampdoria in Coppa Italia. Perché su quella corsia dovrà marcare Cassano. Ma la vera novità è Del Nero al posto di Foggia, alla sinistra del centrocampo, alle spalle della coppia Rocchi-Zarate.
EFFETTO FIGO - L'Inter cerca di impressionare la Lazio ancora da destra, ma l'appoggio di Figo attraversa lo specchio della porta. Se all'8' Rocchi cerca l'angolo alla destra di Julio Cesar è per far capire all'Inter che alla Lazio di fare una bella figura a San Siro interessa eccome. Non c'è certo da lustrarsi gli occhi: il gioco latita e vive sulle intuizioni di chi fa la differenza. Al 23'Figo mette sulla fronte di Ibra la palla perfetta; l'inzuccata dello svedese è quella giusta, ma la palla esce d'un soffio: questione di centimetri.
ZARATE KID - E se al 26' Zarate fila via come una scheggia, obbligando Samuel al fallaccio con giallo, vorrà pur dire qualcosa. I nerazzurri sembrano soffrire il gioco anarchico, ma efficace, della Lazio che difende con ordine e pressa i portatori di palla. Al 31' l'Inter confeziona la seconda occasione-gol più nitida del primo tempo: tecnico e gustoso il cross di Ibra per Muntari che irrompe di testa in tuffo e conclude a lato nell'area piccola alla sinistra di Muslera. Per la Lazio sono dolori quando l'Inter innesca la quarta e parte in velocità, ma non è da meno anche la squadra biancoceleste che, nelle sporadiche ripartenze, mette in crisi la retroguardia di casa. Come al 34', quando Cordoba è costretto a commettere fallo su Rocchi. Con punizione maligna di Zarate parata da Julio Cesar, che replica in angolo al 37' sempre sull'argentino. E' il funambolo di Lotito l'uomo per tutte le stagioni. Un iradiddio che salta l'uomo e tira da tutte le posizioni.
CAMBI GIUSTI - La ripresa inizia senza cambi, ma con il ritmo più alto. E questa è già una notizia. Apparentemente nulla è cambiato. Ibra è ricercato ossessivamente; sul fronte opposto Zarate a volte esagera rischiando di dribblare se stesso. Mancini non ne azzecca nulla e non deve sorprendersi l'Amantino se viene beccato dal pubblico. Beh, dire che non va è evidente. Mourinho annoiato finalmente cambia la sostanza. Sacrifica Santon con l'intelligenza di Vieira e arretra Zanetti in difesa, e sottopone Mancini a una bordata di fischi preferendogli Crespo.
CHE ZLATAN - Aria nuova che frizza. I cambi sono adrenalina. Crespo apre spazi e l'Inter al 13' passa. Il gol di Ibra è un mix di potenza e classe divina; irrompe in area, evita Rozenhal e saccheggia la porta di Muslera con un fendente imprendibile. Delio Rossi ammutolito toglie l'inutile Del Nero per Foggia. Forse avrebbe dovuto pensarci prima. Ma è serata Ibrahimovic. Strepitoso l'assist per Muntari al 26'; palla che taglia in due la difesa e raccolta dal ghanese che infila tra palo e Muslera. Partita chiusa.
April 26

Brutta prestazione dell'Inter...Napoli 1-Inter 0 (+7 sul Milan,+9 sulla Juventus a meno cinque dal termine)

Con un gol di Zalayeta al 28' del secondo tempo, il Napoli torna alla vittoria dopo 14 partite e ferma l'Inter, a sua volta imbattuta in campionato nelle ultime 13 giornate. Partita giocata a ritmi bassi e povera di emozioni quella del San Paolo, decisa da un esterno destro dell'attaccante uruguaiano ben servito da Lavezzi. Il Milan, ora, è a 7 punti dai nerazzurri. Stankovic e Balotelli, ammoniti, salteranno la sfida contro la Lazio.

LA PARTITA
Non c'è due senza tre? E chi l'ha detto? L'Inter, infatti, dopo due pareggi ottiene la prima sconfitta del 2009 e vede il vantaggio sul Milan ridursi a 7 punti. Numeri che, a cinque giornate dal termine, dovrebbero comunque consentire all'Inter di conquistare il quarto scudetto consecutivo, ma che riaccendono nel Milan un piccolo lumicino di speranza.
 

Soprattutto se, nelle prossime gare, i nerazzurri non dovessero riuscire a ritrovare quella condizione atltetica che sembra essere improvvisamente scomparsa. Al San Paolo è andata in scena una delle più brutte prestazioni stagionali per la banda di José Mourinho: lenta, impacciata, sempre prevedibile. Brutta, insomma.

Mai veramente pericolosi dalle parti di Navarro, Ibrahimovic e compagni hanno subìto il colpo del ko a venti minuti dal termine (buona intuizione di Lavezzi, chirurgico esterno destro di Zalayeta) e non si sono più rialzati. Quella del Napoli, tornato alla vittoria dopo più di tre mesi (11 gennaio, in casa con il Catania), è una piccola impresa. Forse solo un po' agevolata. Dall'Inter, s'intende.

LE PAGELLE

Balotelli 6,5: Spreca gli ultimi 20 minuti a litigare con Napoli intera, ma prima aveva dato più volte l'impressione di poter essere l'unico giocatore dell'Inter a poter risolvere la partita. Forse (e non sarebbe la prima volta) ha ragione Mourinho: suscita antipatia (agli avversari) semplicemente perché è bravo, molto bravo.

Santacroce 6,5: Visto che di fronte si trovava Super Mario, è di fatto l'unico difensore del Napoli a giocare una partita "vera". E, nonostante tutto, si guadagna lo stipendio.

Lavezzi 6: Le due punizione battute in sequenza intorno alla mezz'ora del primo tempo (entrambe decisamente alte) sono le cose migliori della sua partita fino al minuto 28 della ripresa quando si mette gli sci, comincia uno slalom sulla trequarti avversaria degno di Giorgio Rocca (dire Alberto Tomba pare esagerato) e serve Zalayeta per il gol vittoria. La firma del Pocho, insomma, c'è.

Ibrahimovic 5: Gioca in Italia ma, forse, con la testa è già in Spagna. E' impegnato al San Paolo ma, forse, con le gambe si sente già al Camp Nou. Faccia pure i suoi conti, ma li faccia a tempo debito.

Figo 4: Va al rallenty, ma visto che gioca in serie A (e non in Premier League) in pochi se ne accorgono. Pecca anche in precisione, e visto che non gioca da solo ad accorgesene sono in molti, soprattutto i compagni di reparto.

Zalayeta 7: Esce con la maglietta poco sudata, con i pantaloncini puliti puliti e con un sorriso grande così. Il panterone ha graffiato al momento giusto. Donadoni gli offrirà una birra.

April 19

Juventus 1 - Inter 1 : si resta a + 10, con 6 giornate alla fine

È passato esattamente un secolo dal primo derby d'Italia, ma Juventus-Inter del 18 aprile 2009 ha davvero qualcosa in più, proprio come dichiarato alla vigilia da José Mourinho: è la sfida che può lasciare i bianconeri aggrappati a una speranza o permettere ai nerazzurri di sorpassare un ostacolo difficile in vista dell'obiettivo finale, o più semplicemente la sfida tra prima e seconda in classifica, tra due squadre che si contendono un campionato che dice +10 per i nerazzurri a 7 giornate dalla fine.
C'è chi non firma per il pareggio e cerca i tre punti per la classifica, per ribadire una forza psicologica dimostrata da nove mesi a questa parte, c'è poi chi vuole vincere almeno per l'onore. 
Il risultato non accontenta nessuno, o meglio, accontenta l'ambiente juventino che festeggia un pareggio come fosse la più importante delle vittorie, non acconte l'Inter che, da assoluta padrona del campo, vede sfumare un gol fatto sulla linea di porta e deve rinunciare a un rigore nettissimo su Ibrahimovic che avrebbe potuto chiudere tutti i giochi. Ma, si sa, all'Inter piace giocare.


PRIMO TEMPO - Juventus-Inter è soprattutto la sfida tra i due portieri migliori al mondo: Buffon contro Julio Cesar, al rientro dopo l'infortunio rimediato con la nazionale brasiliana. Davanti al numero 12 nerazzurro, c'è un' Inter rivoluzionata nel modulo con la difesa composta da Zanetti che celebra la sua 100esima partita consecutiva in serie A da terzino destro, Chivu a sinistra, Cordoba e Samuel al centro. A centrocampo, Cambiasso resta arretrato rispetto al poker composto da Figo, Stankovic, Muntari e Balotelli. Unica punta Zlatan Ibrahimovic.
La Juventus si affida a Legrottaglie, Zebina, Chiellini e Molinaro sulla linea difensiva. I quattro del centrocampo sono Molinaro, Tiago, Poulsen e Nedved, mentre il tandem d'attacco è formato da Del Piero e Iaquinta. In campo questi protagonisti, sugli spalti il tutto esaurito.
Grande intensità nei primi minuti del gioco, al 2' Figo offre un cross che trova la testa di Balotelli, ma la palla scappa via. Un minuto dopo il portoghese è ammonito da Farina per un fallo a gamba tesa su Molinaro.
Al 5' Marchionni raccoglie l'invito di Nedved, calcia al volo in porta ma la palla termina alla sinistra di Julio Cesar. Al minuto 8, Ibrahimovic in velocità crossa per Figo in posizione centrale, ma è chiuso da Chiellini che devia in calcio d'angolo. Al 10' l'Inter è praticamente in vantaggio salvo un clamoroso salvataggio sulla linea di porta di Tiago: Balotelli si beve la difesa avversaria, salta anche Buffon in uscita, calcia in porta ma la palla è deviata dal centrocampista portoghese a pochi centimetri dalla linea bianca. Al 22' per due volte Del Piero si fa vedere dalle parti di Julio Cesar con tiri-cross deboli che non creano problemi al portiere nerazzurro. Al 23', da una punizione di Balotelli, Ibra fa sponda per Samuel che calcia in girata con il sinistro ma la palla è alta. Al 25' e al 27', perfette le chiusure del capitano interista su Molinaro lanciato a rete e di Chivu su Marchionni. Al 28' Nedved favorisce l'inserimento di Iaquinta che calcia in rete, ma Samuel devia in angolo. Al 30' Julio Cesar dimostra la sua grandezza con un'uscita perfetta su Marchionni, evitando il tiro dell'esterno presentatosi da solo davanti alla porta interista. Al 34' Balotelli crossa dalla destra, Stankovic s'inserisce e di prima intenzione calcia alto. Al 37' Figo sfiora il gol: dopo essersi liberato di tre avversari, arriva davanti a Buffon che esce a valanga anticipando il portoghese. Al 43' punizione da posizione pericolosa di Del Piero che calcia direttamente in porta, ma trova Julio Cesar pronto a respinge con i pugni. Dopo un minuto di recupero, squadre a riposo sullo 0-0.

SECONDO TEMPO - La ripresa si apre senza sostituzioni e con l'Inter che si presenta davanti a Buffon con un tiro potente di Stankovic ben servito da Ibrahimovic. Al 12' punizione di Balotelli dalla sinistra, stacco imperioso di Ibrahimovic di testa ma Buffon para. Un minuto dopo Del Piero su punizione chiama in causa Julio Cesar che para in due tempi. Al 16' occasionissima per l'Inter: tacco di Balotelli per Chivu, cross dalla sinistra del rumeno per Muntari che non arriva sulla palla di un soffio. Il tanto atteso vantaggio nerazzurro arriva al 19': Ibra in contropiede serve Muntari che mette in mezzo per l'inserimento di Balotelli, l'attaccante diciottenne raccoglie l'invito e con estrema freddezza, calcia di destro non lasciando scampo a Buffon. Al 25' la Juve cerca di reagire con Marchionni che, servito da Iaquinta, prova il tiro ravvicinato dal primo palo ma Julio Cesar si oppone. Dal 31' Juventus in dieci. Farina, infatti, estrae il rosso diretto verso Tiago autore di due bruttissimi falli ravvicinati prima su Muntari e poi su Balotelli. Al 33' destro di Stankovic dal limite, Buffon salva il risultato deviando a mano aperta sopra la traversa. Al 43' Ibra, dopo un'azione personale, serve Cruz che con un pallonetto cerca la porta ma Buffon devia in angolo. Al 46' all'Inter manca un rigore: Ibra è nettamente trattenuto e atterrato in area da Legrottaglie, ma per Farina è tutto regolare. Sullo scadere la partita cambia volto, arriva il gol, quello dell'orgoglio juventino, nonostante l'Inter non lo meriti: da un calcio d'angolo di Giovinco, Grygera lasciato solo batte Julio Cesar per l'1-1. Il match si chiude dopo 5 minuti di recupero. I nerazzurri mantengono invariato il vantaggio in classifica e vanno a quota 74 punti. Ma, nonostante il risultato, può ribadire con ancora più forza che l'Inter merita di vincere questo campionato.

JUVENTUS-INTER 1-1
Marcatori: 19' st Balotelli, 46' st Grygera 

Juventus: 1 Buffon, 21 Grygera, 33 Legrottaglie, 3 Chiellini, 28 Molinaro (18' st 29 De Ceglie); 32 Marchionni (29' st 17 Trezeguet), 18 Poulsen, 30 Tiago, 11 Nedved; 10 Del Piero (35' st 20 Giovinco), 9 Iaquinta:
A disposizione: 12 Chimenti, 4 Mellberg, 5 Zebina, 15 Knezevic;
All.: Claudio Ranieri

Inter: 12 Julio Cesar; 4 Zanetti, 2 Cordoba, 25 Samuel, 26 Chivu; 19 Cambiasso; 7 Figo (42' st 9 Cruz), 5 Stankovic, 20 Muntari (32' st 16 Burdisso), 45 Balotelli (31' st 14 Vieira); 8 Ibrahimovic;
A disposizione: 1 Toldo, 6 Maxwell, 23 Materazzi, 39 Santon;
All.: José Mourinho

Arbitro: Stefano Farina di Novi Ligure (Al)
Note. Ammoniti 3' pt Figo, 36' pt Legrottaglie, 9' st Poulsen, 23' st Balotelli. Tempi supplementari: 1'-

April 05

Udinese 0 - Inter 1: si ritorna a +9!!

Dopo un pomeriggio sereno per il pareggio interno della Juve e un primo tempo di preoccupazione per l'ottima prestazione dell'Udinese, l'Inter di Mourinho può (quasi) festeggiare lo scudetto. Al Friuli, dopo una lunga serie di occasioni bianconere e un rigore negato ai ragazzi di Marino per un contatto Julio Cesar-Quagliarella, decide un'autorete di Isla al 77'. A otto giornate dal termine, sono 9 i punti di vantaggio sulla Juve.

LA PARTITA
Scendere in campo a +6 era già una bella notizia. Uscire dal terreno di gioco a +9 ha regalato a Mourinho una giornata davvero "speciale". E pensare che il turno sembrava essere favorevole alla Juve e che l'Udinese aveva cominciato benissimo la partita. Veloce nei fraseggi, abile a dare profondità, pericolosa con il tiro da fuori, la squadra di Marino ha fatto venire più volte i brividi ai tifosi nerazzurri che lo spavento più grosso se lo presi al minuto 35. Lancio perfetto del solito Asamoah, Quagliarella viene ostacolato da J. Cesar, ma l'arbitro Banti fa proseguire. Pericolo scampato, ma pressione bianconera sempre alta, almeno fino al rientro dagli spogliatoi.

Giusto il tempo di ammirare Cordoba fermare Quagliarella lanciato a rete e Inler sparare a pochi centimetri dal palo e l'Inter guadagna campo. Mourinho mette Vieira e Figo al posto di Santon e Balotelli e la manovra cresce. Stankovic, servito da Ibra, va vicinissimo al gol che, invece, arriva poco più tardi: magia di Ibra per Vieira che, ostacolato, fa arrivare il pallone sui piedi di Isla: vantaggio nerazzurro e vittoria ipotecata. Ibra andrà vicino al raddoppio, Obodo al pareggio, ma non cambierà più niente. Solo in vantaggio in classifica sulla Juve e l'umore di Mourinho. Per una sera davvero speciale.

LE PAGELLE

Maxwell 6,5: A furia di stare parcheggiato in garage, il rischio era che si fosse arrugginito. Di ruggine, però, non vi è traccia. Gioca meglio rispetto a Santon e costringe Pepe a fare il terzino. Sarà rimasto soddisfatto anche Mou?

Ibrahimovic 6: In campionato ha abituato tutti a recitare il ruolo del Re leone e, forse, i sei punti di vantaggio sulla più diretta inseguitrice ad inizio partita gli avevano tolto appetito. Per essere Ibra, si accontenta di svolgere il compitino.

Santon 5,5: Fuori Maicon, torna nel suo habitat naturale, ovvero a destra. Come riportare un "bambino" a scuola dopo averlo costretto a consegnare la tesi di laurea senza passare dalla maturità. A sorpresa, però, lo sbarbato nerazzurro smarrisce il consueto rigore tattico e Mourinho lo 'sbatte' fuori dalla porta: sostituito.

Asamoah 7
: Il suo primo tempo è da infarto (a rischiarlo, però, sono solo i suoi avversari diretti). I secondi quarantacinque minuti, invece, sono da bombola d'ossigeno. Per lui...

Inler 6,5: Per buona parte della partita il pallino è costantemente nelle mani (e nei piedi) dei giocatori di Marino e il merito non è del solo Asamoah. Anche lo svizzero, infatti, fa la voce grossa, sia con gli avversari diretti che con Julio Cesar. Ma non basta.

Quagliarella 6,5: Rimasto orfano del gemello del gol, Di Natale, l'attaccante della nazionale di Marcello Lippi si sdoppia sfidando da solo (o quasi) l'intera difesa nerazzurra. Missione compiuta, ma Julio Cesar lo ferma senza fare troppi complimenti. E' fatto così...

March 22

Ancora nel segno di Ibra...Inter 3-Reggina 0

Dopo la Fiorentina, Ibrahimovic impacchetta anche la pratica Reggina. Un'altra doppietta, un altro centro da stropicciarsi gli occhi. Il pallonetto (non lo chiamamo cucchiaio per motivi di copyright) che spazza i dubbi di questo pomeriggio è il diamante incastonato nella prestazione del nuovo capocannoniere della A (in coabitazione di Di Vaio con 19 gol).

L'Inter vince 3-0 contro la Reggina e le cose serie, magari bruttine ma terribilmente pratiche, le produce nei primi undici minuti. Cross di Balotelli, tacco di Stankovic, Cambiasso arriva e insacca: 1-0. Mancini punta Valdez, contatto in area, rigore: Ibra dal dischetto fa 2-0. Nel giro di pochi secondi il fascicolo della ventinovesima giornata potrebbe già essere messo sullo scaffale. Da qui in poi partono i tentativi di crearsi una domenica alternativa. Lo stesso svedese cicca un gol a porta vuota e coglie un palo dal limite. La Reggina di Orlandi è tutta in Brienza e Cozza, quest'ultimo terminale di un attacco spompo (senza Corradi, Stuani è rimasto comunque in panchina). Il 4-1-4-1 ideato per l'occasione avrebbe il progetto di incelofanare il meccanismo di Mourinho e di ripartire in velocità con i due di cui sopra e il giovane nigeriano Adejo (classe 1989).

Ma la partenza lanciata della banda morattiana manda tutto a ramengo. Hai voglia a imbrigliare quando invece devi costruire. La Reggina perde i riferimenti e l'Inter potrebbe dilagare. Succede solo nel primo quarto d'ora della ripresa, quando Ibra decide di abbassare il sipario a modo suo, con un pallonetto dolce come il tiramisù della mamma. Un po' per imprecisione e un po' perché la catena gira a scatti, il risultato si inchioda qui. Non per prostituzione intellettuale, ma dobbiamo ricordare che la squadra calabrese avrebbe anche avuto un lampo per riaprire il discorso. Batteva il 42' del primo tempo, ma Barillà invece che calciare bene sceglieva di infrangere il suo piattone sul corpo di Julio Cesar. Un piatto di pasta la prossima volta potrebbe risolvere tutti i problemi.

LE PAGELLE

Ibrahimovic 8
Magico, splendido, voluttuoso. Realizza il rigore e incornicia il pomeriggio con un pallonetto in corsa dal limite. Però a ben guardare questo Ibra, che procede a doppiette in campionato, fa pensare a un adulterio. E' come se tradisse Moratti. In Italia è un ciclone, in Europa un bimbo con il leccalecca perennemente in bocca. Tra parentesi, chiudiamo ricordando che prende un palo dal limite di destro e sbaglia un gol a porta vuota. Quisquilie. 

Cambiasso 7 Anema, core e un pizzico di inzaghite. Porta in vantaggio l'Inter con un senso del gol da SuperPippo. Capisce prima di tutti dove finirà il tacco di Stankovic e si porta sul luogo del possibile delitto con largo anticipo. Lo stesso che utilizza nel resto della partita quando deve affrontare Cozza e avversari.

Brienza 6,5 Da prigioniero in un ruolo non suo (esterno destro a centrocampo) a libero di amare la sfera. Da quella parte fa soffrire Santon perché ha il sinistro felpato che può far male. Dopo tre minuti prova i riflessi di Julio Cesar. Poi innesca Cozza e Barillà. Meglio soli che male accompagnati? Non crediamo che la pensi così...

Julio Cesar 6,5 Una delle domeniche più tranquille per lui. Avrebbe quasi il tempo di portare al parco i figli. Eppure i suoi compagni trovano il modo di farlo lavorare. Detto del mancino di Brienza, è sveglio quando anticipa in uscita Barillà e quando ferma lo stesso mediano reggino ormai prossimo a segnare. Nella ripresa fronteggia le fiammelle calabresi con un paio di interventi istintivamente decisivi.

Balotelli 6,5 Ridere, ridere, ridere. Su Mario, dov'è finito il sorriso? Ah eccolo, al novantesimo. Il ragazzo ha imparato a prenderle e a stare zitto. A godere senza sbeffeggiare. Parte a sinistra, si allarga a destra, si accentra. Gli piace portarsi in giro avversari e palloni. L'assist a Ibra - che poi lo svedese getta dalla rupe a porta vuota - è un mix di intensità (pressa Santos) e intelligenza (attende che Zlatan si liberi dell'avversario). Quando la partita imbocca la discesa cerca il gol sfiorandolo con conclusioni dalla distanza. 

Cozza 6,5 In versione Totti (prima punta) è l'elemento che squassa i piani di Mourinho. Cerca di trainare Cambiasso fuori posizione nella speranza che gli inserimenti dei suoi compagni portino Rivas a patire l'uno contro uno. Invece diventa artefice di alcune soluzioni personali che tengono viva la Reggina. Un suo destro nel primo tempo finisce sulla rete etserna, la trovata che mette Barillà davanti al portiere andrebbe chiusa meglio dal vicino di spogliatoio e una girata al volo senza guardare merita la menzione. Cala d'intensità con il trascorrere dei minuti.

 
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