Rocco's profileECCO IL CAPITANO !!!PhotosBlogLists Tools Help

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    July 31

    Il paese delle Vacanze

    Il Paese delle Vacanze

                    
     
    Il Paese delle Vacanze
    non sta lontano per niente:
    se guardate sul calendario
    lo trovate facilmente.
     
    Occupa, tra Giugno e Settembre,
    la stagione più bella.
    Ci si arriva dopo gli esami.
    Passaporto, la pagella.

    Ogni giorno, qui, è domenica,
    però si lavora assai:
    tra giochi, tuffi e passeggiate
    non si riposa mai.
     
     
     
                                                         
     
     
     
     
     
     
        "BUONE VACANZE A TUTTI !!!"
     
     
     
     
     
     
     
     
    July 26

    Tutto a tarallucci e vino

    Appello: Juve in B a meno 17, Milan, Fiorentina e Lazio in A.
     
    Sconti per tutti, viola e biancoazzurri penalizzati rispettivamente di 19 e 11 punti. Il Milan ripartirà da -8 ma giocherà la Champions.
    Per Carraro solo un'ammenda.
     
     
     
     
    Dal punto di vista del calcio, forse l’unico che da oggi conterà, le nuove sentenze sono di piccola crudeltà e discreta raffinatezza. Confermando la serie B alla Juventus, la Corte federale ha ribadito la discontinuità con la storia del calcio e reso omaggio all’inevitabilità di condannare il sistema Moggi. Ma ha ridotto da 30 a 17 i punti di penalizzazione, restituendo un senso tecnico al campionato in B della Juventus. Per l’ultimo play off servono circa 65-68 punti. Questo significa che la Juve dovrà fare almeno 82-85 punti in 42 partite. Tanti, ma non impossibili.
    Aver sostituito penalizzazioni pesanti alle retrocessioni di Lazio e Fiorentina ha permesso poi alla Corte federale di realizzare alcuni scopi vitali.
    Primo, ha lasciato forza alla serie A, forza tecnica, quindi televisiva ed economica. In A restano tutte le squadre migliori tranne la Juventus, il valore del campionato è diminuito ma non è un tracollo. Tutt'altro. Avremo un campionato curioso, reso isterico dalle penalizzazioni. Secondo, si è salvato il valore della stessa serie B. Un campionato con Lazio, Fiorentina e Juventus sarebbe stato un campionato chiuso. Terzo risultato importante: salvando la categoria, ha risparmiato punizioni eccessive ai giocatori. Ognuno resta nella serie in cui aveva previsto di giocare. Quarto, le retrocessioni mancate riducono le possibilità dei puniti di rivolgersi al Tar perché manca il danno vero, cioè il salto di categoria. Quinto e ultimo, i cattivi sono stati comunque buttati fuori dal tempio. Molte squalifiche si sono ridotte, ci sono stati casi di sconti importanti come quello di Carraro. Ma nella sostanza è evidente che gli ex protagonisti navigheranno ai margini del calcio, non vi entreranno più.
    Nel frattempo queste sentenze di mezza via, senza collocazione logica (gli illeciti ci sono stati o no?) ma di buon senso pratico, portano il calcio oltre la vecchia pagina su cui da troppo tempo era rimasto a invecchiare. Forse in Italia ci siamo persi qualcosa per strada storditi dai trionfi del mondiale e dall'emozione dei processi, ma siamo quasi ad agosto, in tutto il nord Europa i campionati stanno cominciando, tutte le nostre squadre sono da tempo in ritiro. E' tornato il calcio e si è da solo preso in contropiede. Dovunque gli abbonamenti stanno andando a rilento, su livelli senza precedenti. Il mercato è fermo al punto che la polverizzazione della Juventus ha favorito per ora solo i grandi avversari delle squadre italiane, Real Madrid e Barcellona. Gli sponsor sono spaventati, mentre le tv, piccola voce da cui dipende l'80% degli introiti di qualunque club, sono nel buio profondo su chi possa maneggiare per esempio i diritti della Juventus o dell'intera serie B.
    Queste sentenze chiudono un periodo di codici per aprirne un altro decisamente più sportivo e consono alla materia. La certezza del destino dei ricchi rilancerà il mercato. Il Milan è stato immobilizzato dalla mancanza di Champions, per questo ha perduto Zambrotta e stava ancora rischiando di perdere Kakà. Ora potrà tornare a dedicarsi con calma alla sostituzione di Shevchenko e alla rifinitura della squadra. L'Inter deve costruire un attacco, la Fiorentina sostituire Toni, la Roma deve finalmente riavere una punta, il Torino forse anche. Ballano una ventina di giocatori importanti, praticamente un nuovo inizio. L'Inter avrà il suo legittimo scudetto, meritato dalla squadra, prima arrivata tra i non puniti, meno da chi ha fatto troppi distinguo su un successo a posteriori che andava proprio per questo meglio accolto. E che adesso andrebbe anche festeggiato per rispetto a chi lo ha giocato e vinto.
    Ma in generale abbiamo tutti imparato una cosa completamente nuova: il rispetto per il nemico. Abbiamo capito che noi e le nostre fedi calcistiche esistiamo perché esiste un avversario. Quando il grande avversario ci viene sottratto, smettiamo di esistere assieme a lui.
     
     
     
    July 21

    Finalmente Vacanze !!!

     

     

     

                                  

     

     

     

       FINALMENTE  VACANZE !!!

     

     

                                          

      

    July 17

    X Nunzia

    X NUNZIA :
     
     
                            
     
    Non vedo l'ora di ritornare a Frattamaggiore.. starò per un pò di tempo a casa, e posso finalmente abbracciare my sister !!
     
     
     
    "Nunzia, ti voglio un bene
    dell'anima. Con affetto, Rocco."
     
     
                  
    July 15

    CALCIOPOLI

    Calciopoli ecco le "sentenze"

    JUVENTUS: retrocessione in Serie B e 30 punti di penalizzazione. Non assegnazione dello scudetto 2006 e revoca del titolo 2005.

    MILAN: penalizzazione di 15 punti nella prossima Serie A, 44 punti di penalizzazione nello scorso campionato che significa esclusione dalle Coppe Europee.

    LAZIO: retrocessione in serie B e 7 punti di penalizzazione.

    FIORENTINA: retrocessione in serie B con 12 punti di penalizzazione.

    LUCIANO MOGGI: cinque anni di inibizione con proposta di radiazione

    ANTONIO GIRAUDO: cinque anni di inibizione con proposta di radiazione

    DIEGO DELLA VALLE: quattro anni di inibizione e 30 mila euro di multa

    ANDREA DELLA VALLE: tre anni e mezzo di inibizione

    SANDRO MENCUCCI: inibizione di 3 anni e 6 mesi

    CLAUDIO LOTITO: tre anni e sei mesi di inibizione piu` una multa di 40.000 euro

    FRANCO CARRARO: quattro anni e sei mesi di inibizione

    INNOCENZO MAZZINI: cinque anni di inibizione

    ADRIANO GALLIANI: un anno di inibizione

    LEONARDO MEANI: tre anni e sei mesi di inibizione

    PIERLUIGI PAIRETTO e TULLIO LANESE: due anni e sei mesi di inibizione

    DOMENICO MESSINA, PAOLO TAGLIAVENTO, GIANLUCA ROCCHI, PASQUALE RODOMONTI, PAOLO BERTINI: prosciolti

    MASSIMO DE SANTIS: quattro anni e sei mesi di inibizione

    PAOLO BERGAMO: difetto di giurisdizione

    FABRIZIO BABINI: un anno di inibizione

    CLAUDIO PUGLISI: un anno di inibizione

    GIANLUCA PAPARESTA: inibizione di tre mesi

    PAOLO DONDARINI: inibizione di 3 anni e 6 mesi

    GENNARO MAZZEI: inibizione di 12 mesi

    PIETRO INGARGIOLA: ammonizione

     

     

    Che ne pensate? Sono giuste?    ... Io credo di si!! Chi sbaglia, deve pagare!!

    July 10

    CAMPIONI DEL MONDO

    Favola azzurra, Italia Campione del Mondo

     

     

    L'Italia è Campione del Mondo per la quarta volta. Nella finale di Berlino batte la Francia 6-4 dopo i calci di rigore. I tempi regolamentari si erano chiusi sull'1-1: rigore di Zidane e pareggio di testa di Materazzi. Nessuna rete nei supplementari e un'espulsione clamorosa: quella di Zidane per una testata a Materazzi. Ai rigori errore per la Francia di Trezeguet, di Grosso il quinto e decisivo rigore dell'Italia.


    LA SFIDA - All'Olympiastadion di Berlino si gioca la finale di Coppa del Mondo di Germania tra Italia e Francia. L'Italia dopo 6 minuti va in svantaggio: segna Zidane su rigore per un fallo di Materazzi su Malouda. Ma lo stesso Materazzi pareggia al 19' con un gran colpo di testa su corner di Pirlo. Toni poi colpisce la traversa, sempre con un colpo di testa su corner dalla destra. La partita si chiude sull'1-1, si va ai supplementari e poi ai rigori. Nei supplementari un incredibile episodio, protagonista Zidane: testata sul petto a Materazzi ed espulsione per Zizou, che chiude così la sua carriera.
     
     
     
    PRIMO TEMPO - Al via subito un colpo di scena. In un fortuito scontro di gioco con Cannavaro l'attaccante Henry rimane intontito a terra per qualche minuto. Sembra non farcela ma poi rimane in campo. Subito dopo un'ammonizione per Zambrotta, dopo un'entrata in recupero su Thuram. Passano due minuti e al 6' un taglio in area di Malouda viene fermato con un'entrata scomposta da Materazzi. L'arbitro Elizondo assegna il rigore: batte Zidane che affettua una specie di «cucchiaio», un pallonetto ma di notevole potenza: palla sulla traversa che poi rimbalza a terra oltre la linea. La Francia è in vantaggio 1-0 al 7' del primo tempo. Azzurri molto tesi e nervosi. Al 12' ammonizione anche per il francese Sagnol. Ma la partita viene riagguantata al 19': corner dalla destra di Pirlo e proprio Materazzi con un gran colpo di testa che batte Barthez. E' l'1-1, l'Italia raddrizza la partita quasi subito e ora forse può ritrovare calma, schemi e gioco. La Francia riprende a macinare gioco a centrocampo, con ritmo non altissimo. L'Italia cerca di trovare Toni con lanci verticali, ma per ora con questo schema non ha creato pericoli. Lippi al 33' comincia a far scaldare Iaquinta e Del Piero. L'Italia non sembra ritrovare punti di riferimento: Totti per ora non è in partita, Perrotta sembra faticare. Al 35' però l'Italia si sveglia: Toni entra in area dopo una percussione di Gattuso e solo il recupero di Thuram salva Barthez. Sull'angolo che segue occasionissima per il raddoppio azzurro: Toni colpisce benissimo di testa, ma centra la traversa. L'Italia cresce nel gioco e sembra più convinta che nei primi 15 minuti. Si chiude il primo tempo sull'1-1.

    LA RIPRESA - Si riprende: nessuna sostituzione nelle due squadre. Al 2' Henry palla al piede salta mezza difesa azzurra entra in area. Cannavaro gli tocca la palla quel tanto che basta per mandarlo fuori tempo: tira debole su Buffon in uscita. Occasione Italia al 3': corner dalla sinistra corto per Totti, cross al centro, Cannavaro anticipato, poi Camoranesi tocca per grosso che a pochi passi dal palo alla destra di Barthez non trova il tempo per il tiro. Sul capovolgimento Henry va via sulla destra entra in area, solo, crossa al centro e Cannavaro manda in angolo. La Francia cresce di tono: due azioni successive smarcano Haenry, ma perde un po' di tempo e viene recuperato dagli azzurri. Francesi pericolosi ancora al 7': Ribery vola veloce sulla destra, cross per Malouda. Zambrotta interviene e devia, i francesi chiedono il rigore ma Elizondo non lo concede. Ancora Malouda sulla sinsitra salta Zambrotta e crossa al centro, Henry è fuori tempo, ma la Francia è molto pericolosa e la difesa azzurra traballa. Il centrocampo non regge e Totti non sta facendo giocare le punte. Toni è solissimi9 in avanti, gli arrivano soltanto lunghi rilanci. All'11' si deve arrendere Vieira, per un guaio muscolare alla coscia sinistra: entra Diarra. Lippi prepara una doppia sostituzione: Iaquinta per Perrotta e De Rossi per un Totti assolutamente fuori dal gioco. Un istante e l'Italia urla al gol: punizione di Pirlo poco più avanti della metà campo e Toni di testa insacca da fuori area. Ma viene segnalato il fuorigioco: il vantaggio sfuma. Al 18' ancora Henry fa tremare l'Italia: arriva in area , ha davanti Cannavaro, riesce a tirare ma Buffon devia. Al 25' punizione dalla sinistra di Zidane, Buffon devia in uscita. Bella occasione per Toni al 27': girata di destro (forse dopo un controllo di mano), para Barthez a terra. L'Italia non sembra comunque aver guadagnato in brillantezza, altri giocatori come Camoranesi (anche per un problema a l polpaccio), sembrano in difficoltà. Sono più fluide le manovre francesi. Al 31' fallo di Diarrà (ammonito) su Toni: punzione di Pirlo in posizione centrale ma lontano dall'area. Bel destro a giro che esce vicina al palo alla destra di Barthez. Al 34' infortunio per Zidane: in un contrasto aereo con Cannavaro va a terra e si fa male alla spalla. Prima chiede il cambio, ma rimane poi in campo. Lippi prepara l'ultimo cambio: al 41' entra Del Piero per Camoranesi. L'Italia continua a faticare nel proporsi in avanti: ci prova al 43' con un lancio lungo di Pirlo per Iaquinta, anticipato da Thuram. Due i minuti di recupero, si soffre, tensione altissima in campo, giocatori stremati. Si va ai suplementari.

    SUPPLEMENTARI - 1° supplementare - Pericolo al 4' con Malouda che cerca lo sfondamento in area e colpisce al volto Gattuso con una manata. A centrocampo i francesi sono su ogni pallone, gli azzurri reggono con la difesa costretta a subire la circolazione di palla della Francia. Gli azzurri sono quasi fermi, nè De Rossi nè Pirlo riescono a fare gioco. Ed è ancora la Francia ad avvere l'ccasione gol: al 9' del primo tempo supplementare rasoterra dal limite di Ribery, il diagonale esce di pochissimo alla sinistra di Buffon. E subito dopo esce proprio Ribery: al suo posto entra Trezeguet, castigatore dell'Italia nell'Europeo 2000 proprio ai supplementari con un golden gol, fin qui quasi ignorato dal ct Domenech. L'Italia sembra completamente spenta, la Francia domina il campe al 13' ha un'ccasionissima: Zidane lasciato completamente solo in area colpisce di testa un cross dalla destra di Sagnol. E' grandissima la parata di Buffon che salva la porta azzurra deviando in corner. Il primo supplementare si chiude senza gol.
     
     
    2° supplementare - Esce dopo un minuti Henry, stanchissimo e con i crampi. Entra Wiltord. Dopo 3' un grave episodio non visto dall'arbitro e proprio dal giocatore-simbolo della Francia e del calcio. Zidane rifila una incredibile testata nel petto a gioco fermo a Materazzi. Gli azzuri richiamano l'attenzione dell'arbitro, il difensore italiano è aterra: gioco interrotto e alla fine guardalinee e quarto uomo raccontano l'episodio all'arbitro: Elizondo espelle Zinedine Zidane, Francia in 10 uomini e soprattutto un addio al calcio inqualificabile per uno dei più grandi giocatori al mondo. L'Italia anche con un uomo in più subisce la Francia: gli italiani sono lenti, poco lucidi e cercano soltanto il lancio centrale su Toni. Un lancio lungo per Wiltord che entra in area, cerca il cross in corsa per Trezeguet ma spara alto. Si va ai rigori.


    RIGORI - Comincia l'Italia: batte Pirlo e segna. Poi c'è Wiltord: anche lui non sbaglia. Ancora Italia: Materazzi segna con un sinistro rasoterra. Sul dischetto Trezeguet: calcia sulla traversa, la palla rimbalza a terra ma è fuori. Sembra la "vendetta" dell'errore di Di Biagio nel '98. Tocca a De Rossi e segna in grande sicurezza. Sul dischetto Abidal: segna di sinistro con freddezza. Va Del Piero sul dischetto: lunga rincorsa e gol. Sagnol per la Francia: è il quinto calcio dei francesi e il terzino non sbaglia. Il rigore decisivo per gli azzurri è per Grosso, la rivelazione decisiva della squadra azzurra. E segna: l'iItalia è campione del Mondo per la quarta volta.
    July 05

    Viva l'Italia

    Siam pronti alla morte... l'ITALIA chiamò!!! Si !!
    Sono senza un filo di voce...
    mi bruciano le corde vocali... mi gira la testa...
    ho tanto sonno.
    Ma in particolare sono inebriato da quest'Italia!!!!
     
    Ho vissuto attivamente il mio primo mondiale nel '90 con
    lo sguardo spiritato di Schillaci, col gol di caniggia e
    zenga da arrestare dopo
    quell'uscita...
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    Ho pianto nel '94 mentre il divin codino sparava alto
    quel rigore...
         
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    Sento ancora il rumore della traversa colpita da
    di biagio...
     
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    Mi sveglio dopo aver sognato la faccia di moreno e
    vieri sche spedisce quel pallone alle stelle...
     
     
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    Ed ora? Ed ora sono gia contento.. ho vissuto da 22enne
    un mondiale
    bellissimo insieme ai miei amici: un mondiale in cui l'Italia ci ha regalato
    un cammino lento, inesorabile, un crescendo continuo partita dopo
    partita...
     
    A dir la verità ero scettico dopo la faccenda calciopoli. Poi, dopo la
    partita col ghana, mi sono preso rimproveri da mezza Pisa perchè
    secondo me gli azzurri avevano giocato benissimo...
    ma non tutti la pensavano così.
     
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    Ero pronto alla mia 5° delusione Mondiale dopo lo squallido pareggio
    con la compagine statunitense...
     
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    Ho cominciato a vedere segni di italia con la repubblica ceca
    ma ancora non credevo di vivere un sogno...GRANDE MARCO
     
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    L'esclusione di totti con l'australia mi aveva fatto
     temere il peggio...
    fortuna che lippi si è svegliato in tempo! E che Grosso
    ha fatto il grosso
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    Ho visto l'Italia che volevo stendere l'ucraina, ordinata
    a tratti,
    spettacolare solida in difesa e guidata da totti e toni
    all'attacco...
     
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    Temevo un'altra estenuante lotteria dei rigori dopo una
    bella partita
    che tutto sommato meritavamo di vincere...
    fortuna che Grosso ha fatto esplodere un urlo che unisce
    gela a berlino,
    bolzano a sidney, pisa a napoli, newyork a mosca...
    regalandoci tre minuti in cui il cuore ha smesso di battere,
    il cervello di pensare, funzionava solo la bocca da cui usciva
    una sola etterna parola:
    GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOLLLLLLL
     
     
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    Ed adesso in finale non so chi ci toccherà come avversaria...
    ma poco importa: questa italia non temerebbe nemmeno
    il brasile, quest'italia c'è!!!!!
     
     
     
    forza ragazzi....forza azzurri.....viva l'ITALIA

    Italia in finale

    Mondiali, Italia in finale: 2-0

    Decidono Grosso e Del Piero

    L'Italia conquista la finalissima dei Mondiali 2006: gli azzurri coronano l'impresa negli ultimi minuti del secondo tempo supplementare con i gol di Grosso (118') e di Del Piero (120'). La partita è stata equilibratissima per i 90 minuti regolamentari, poi in avvio del primo tempo extra, gli azzurri hanno colto due pali con Gilardino e Zambrotta. Quando la gara sembrava destinata ai rigori, le reti del difensore di Alex.


    E' stata fin dal primo minuto una gara vibrante nel suo bioritmo tecnico e agonistico, vissuta sul filo di un equilibrio che con il passare dei minuti è sembrato potere rompersi su ogni pallone, ogni rovesciamento di fronte. Il tutto nel solco della migliore tradizione calcistica dei due fronti: tedeschi più aggressivi, pronti a pressare l'avversario soprattutto a centrocampo e a buttarsi in area sfruttando gli intelligenti movimenti laterali di Klose, latitante al tiro quanto abile a creare spazi per gli inserimenti di Schneider, Borowski e Ballack. Noi, invece, decisamente abili nella gestione della palla e nelle chiusure difensive: l'unica, vera occasione della Germania è nata sul nostro lato sinistro, lasciato scoperto da un Grosso che, dopo un inizio molto prudente, ha cominciato a spingere creando difficoltà all'incerto Friedrich. Sul nostro libro dei rimpianti, invece, un'occasione fallita da Perrotta, bravo a farsi trovare da Totti, meno nel controllo e nella conclusione. Comunque il romanista è degno componente di un centrocampo che con Pirlo e Totti bravi a dettare il gioco senza pestarsi i piedi quando il numero 10 arretra il raggio della sua azione e un Camoranesi vivace, volonteroso, deciso a saltare l'uomo o almeno a provare a farlo. Paradossalmente il meno presente, nei primi 45 minuti, risulta proprio "Braveheart" Gattuso, bloccato dalla tensione e dalla paura di prendere il cartellino che gli costerebbe la finale. Timore eccessivo perchè dopo tante chiacchiere e illazioni, l'arbitro Archundia tranquillizza tutti con una gestione dei fischi equa e coerente.

    "Ringhio", per fortuna, recupera il suo abituale piglio nella ripresa. Perchè molti azzurri, invece, scemano notevolmente nel rendimento: cala Camoranesi, cala Totti, cala Pirlo, Materazzi non è più concentrato come in avvio e due suoi errori rischiano di costare il vantaggio dei tedeschi, evitato dal solito, onnipresente Buffon. A differenza che nel primo tempo, è Ballack a prendere in mano il pallino, favorito anche dallo sfilacciamento tra difesa e centrocampo azzurre. Nelle nostre gambe affiora la stanchezza, forse alimentata anche dalla serata calda: i tedeschi, nonostante i residui dei supplementari con gli argentini, sembrano averne di più. In questi frangenti, generalmente, un allenatore provvede a inserire forze fresche, ma Lippi sembra soprattutto preoccupato di pregiudicare gli equilibri della squadra. L'unico cambio prima del 90' è quello, naturale, di Toni con Gilardino. All'approdo dei supplementari, invece, il c.t. esclude l'esausto e offuscato Camoranesi e chiede a Iaquinta il compito già svolto contro l'Australia, ovvero quello di attaccante esterno pronto a dare una mano al centrocampo. Nei primi due minuti dell'overtime, eclisse totale di fortuna: palo di Gilardino "alla Gilardino", traversa di Zambrotta da fuori, non bastassero i fattori ambientali ci si mette anche la dea bendata a dare una mano alla Germania. Poi, prima della fine del primo supplementare, scoppia anche Perrotta. Lippi pensa già ai rigori e, incurante dei rischi, manda in campo Alessandro Del Piero. Ma sono i secondi 15 minuti extra a consegnare anche questo Italia-Germania alla storia del nostro calcio: le squadre sono lunghissime, gli azzurri sono sbilanciati in avanti, sfiorano il vantaggio come il colpo del ko. Al 118', quando sono ormai pronte le liste dei rigoristi, Grosso pesca un fantastico sinistro a giro dopo un assist di Pirlo. Il Westfalen Stadion, dopo due ore di incitamenti e fischi, è un'immensa valle dell'eco dove risuona l'urlo dei seimila italiani presenti. La Germania ha un minuto per rimettere assieme i cocci e si getta sconsideratamente in avanti, aprendo l'autostrada del paradiso a Del Piero, che sigla il 2-0 con la gentile collaborazione di Gilardino. La regola del 12 è confermata: finale nel 1970, nel 1982 e nel 1994. Una persa, una vinta, una persa. Ma oltre alla cabala, ci sono tanti motivi per credere che questa squadra, partorita in mezzo alla tempesta più violenta della storia del nostro calcio, domenica scateni la festa più grande.

     

    FORZA AZZURRI !!!