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3月22日 Ancora nel segno di Ibra...Inter 3-Reggina 0Dopo la Fiorentina, Ibrahimovic impacchetta anche la pratica Reggina. Un'altra doppietta, un altro centro da stropicciarsi gli occhi. Il pallonetto (non lo chiamamo cucchiaio per motivi di copyright) che spazza i dubbi di questo pomeriggio è il diamante incastonato nella prestazione del nuovo capocannoniere della A (in coabitazione di Di Vaio con 19 gol).
L'Inter vince 3-0 contro la Reggina e le cose serie, magari bruttine ma terribilmente pratiche, le produce nei primi undici minuti. Cross di Balotelli, tacco di Stankovic, Cambiasso arriva e insacca: 1-0. Mancini punta Valdez, contatto in area, rigore: Ibra dal dischetto fa 2-0. Nel giro di pochi secondi il fascicolo della ventinovesima giornata potrebbe già essere messo sullo scaffale. Da qui in poi partono i tentativi di crearsi una domenica alternativa. Lo stesso svedese cicca un gol a porta vuota e coglie un palo dal limite. La Reggina di Orlandi è tutta in Brienza e Cozza, quest'ultimo terminale di un attacco spompo (senza Corradi, Stuani è rimasto comunque in panchina). Il 4-1-4-1 ideato per l'occasione avrebbe il progetto di incelofanare il meccanismo di Mourinho e di ripartire in velocità con i due di cui sopra e il giovane nigeriano Adejo (classe 1989). Ma la partenza lanciata della banda morattiana manda tutto a ramengo. Hai voglia a imbrigliare quando invece devi costruire. La Reggina perde i riferimenti e l'Inter potrebbe dilagare. Succede solo nel primo quarto d'ora della ripresa, quando Ibra decide di abbassare il sipario a modo suo, con un pallonetto dolce come il tiramisù della mamma. Un po' per imprecisione e un po' perché la catena gira a scatti, il risultato si inchioda qui. Non per prostituzione intellettuale, ma dobbiamo ricordare che la squadra calabrese avrebbe anche avuto un lampo per riaprire il discorso. Batteva il 42' del primo tempo, ma Barillà invece che calciare bene sceglieva di infrangere il suo piattone sul corpo di Julio Cesar. Un piatto di pasta la prossima volta potrebbe risolvere tutti i problemi. LE PAGELLE Cambiasso 7 Anema, core e un pizzico di inzaghite. Porta in vantaggio l'Inter con un senso del gol da SuperPippo. Capisce prima di tutti dove finirà il tacco di Stankovic e si porta sul luogo del possibile delitto con largo anticipo. Lo stesso che utilizza nel resto della partita quando deve affrontare Cozza e avversari. Brienza 6,5 Da prigioniero in un ruolo non suo (esterno destro a centrocampo) a libero di amare la sfera. Da quella parte fa soffrire Santon perché ha il sinistro felpato che può far male. Dopo tre minuti prova i riflessi di Julio Cesar. Poi innesca Cozza e Barillà. Meglio soli che male accompagnati? Non crediamo che la pensi così... Julio Cesar 6,5 Una delle domeniche più tranquille per lui. Avrebbe quasi il tempo di portare al parco i figli. Eppure i suoi compagni trovano il modo di farlo lavorare. Detto del mancino di Brienza, è sveglio quando anticipa in uscita Barillà e quando ferma lo stesso mediano reggino ormai prossimo a segnare. Nella ripresa fronteggia le fiammelle calabresi con un paio di interventi istintivamente decisivi. Balotelli 6,5 Ridere, ridere, ridere. Su Mario, dov'è finito il sorriso? Ah eccolo, al novantesimo. Il ragazzo ha imparato a prenderle e a stare zitto. A godere senza sbeffeggiare. Parte a sinistra, si allarga a destra, si accentra. Gli piace portarsi in giro avversari e palloni. L'assist a Ibra - che poi lo svedese getta dalla rupe a porta vuota - è un mix di intensità (pressa Santos) e intelligenza (attende che Zlatan si liberi dell'avversario). Quando la partita imbocca la discesa cerca il gol sfiorandolo con conclusioni dalla distanza. Cozza 6,5 In versione Totti (prima punta) è l'elemento che squassa i piani di Mourinho. Cerca di trainare Cambiasso fuori posizione nella speranza che gli inserimenti dei suoi compagni portino Rivas a patire l'uno contro uno. Invece diventa artefice di alcune soluzioni personali che tengono viva la Reggina. Un suo destro nel primo tempo finisce sulla rete etserna, la trovata che mette Barillà davanti al portiere andrebbe chiusa meglio dal vicino di spogliatoio e una girata al volo senza guardare merita la menzione. Cala d'intensità con il trascorrere dei minuti. 3月16日 Inter, basta Ibra: Fiorentina koDigerita l'eliminazione in Champions League e scampato il pericolo iniziale (grave errore di Mutu solo davanti a J. Cesar dopo 10'), l'Inter si prende i tre punti contro la Fiorentina grazie al solito Ibrahimovic, in gol all'11' sugli sviluppi di una punizione battuta da Balotelli. Partita difficile per la squadra di Mourinho che anche nel secondo tempo è stata graziata dalla scarsa vena di Mutu. Nel finale raddoppio di Ibra. La Juve è a -7.
LA PARTITA Al rientro non c'è Chivu, ma Figo. Cambiasso arretra e da una sua leggerezza (l'unica della partita) nasce un'occasione per Montolivo: Julio Cesar, manco a dirlo, c'è. Mutu (ancora lui) spreca una grande occasione al 62' e per l'Inter sembra fatta. In effetti, la Viola si sgonfia. I minuti passano e l'Inter, nonostante le fatiche di Coppa, regge. Santon evita (non si capisce il perché) il cartellino rosso, Mourinho inizia a protestare, Prandelli a innervosirsi. Nel finale, Mou si becca il rosso per proteste e Ibra chiude i conti su punizione. Un bolide terra aria su cui sale tutta l'Inter. Il volo verso lo scudetto può continuare. Il pilota è uno e uno soltanto: Ibrahimovic. Muntari-Montolivo 5: La partita è viva, incerta, piacevole. Merito loro? No, nonostante loro. Ibrahimovic 7,5: Lo scorso anno aspettò l'ultima mezz'ora di campionato per salvare la baracca. Quest'anno, fiutato il pericolo, si è messo al lavoro con notevole anticipo. Sblocca il risultato ad inizio partita, chiude i conti nel finale. Nel mezzo si mette al servizio della baracca. Pardòn, della squadra. Mutu 4,5: La serata comincia male (erroraccio dopo 10' solo davanti a Julio Cesar) e finisce peggio (erroraccio a metà della ripresa). Nel mezzo il fantasma di se stesso: più che altro spaventa il solo Prandelli. Santon 5,5: Sarà anche il nuovo Facchetti (una settantina di gol distribuiti qua e là giocando da terzino e sempre su azione), ma per questo giovanotto, che calcia solo con il destro e che solitamente si ferma a metà campo, la strada è lunga, lunghissima. In più, per l'occasione, merita una seria tirata d'orecchie per l'entrataccia con cui ha messo a serio rischio l'incolumità di Comotto. Nel finale ci prova (a fare il Facchetti), ma non gli riesce: la 'pallata' colpisce Frey. 3月12日 Ed ora tutta l'italia è contenta..ma bravi lo stesso! Si esce dalla Champions"Tutta Italia sarà felice perché l'Inter è stata eliminata. Ma a me non interessa: io ho vinto". E' un polemico José Mourinho quello che si presenta ai microfoni delle televisioni a margine della gara persa contro il Manchester che vale l'addio dei nerazzurri dalla Champions. "A me non interessa - ha continuato il portoghese -, perché io ho vinto. Se prima la squadra aveva paura, ora non l'ha più. Adesso vinceremo sicuramente lo scudetto".
"Non abbiamo avuto la fortuna per vincere questa partita - ha poi affermato un Mourinho soddisfatto per la prova della sua Inter - ma la squadra è stata fantastica. Si sentiva la paura nello stadio sull'1-0 quando collezionavamo le tante palle gol e invece all'inizio del secondo tempo hanno fatto segnato loro a freddo". L'Inter però aveva reagito ancora, ma non è andata in rete, per il dispiacere del portoghese: "Quel tiro di Adriano finito sul palo di solito entra, ho visto comunque grande personalità. Non sono arrabbiato ma triste, per me, per chi non ha vinto questa competizione e aveva intenzione di farlo e per i tifosi che sono stati straordinari". "Con il Porto - ha proseguito il tecnico di Setubal - ho vinto qui creando molte meno occasioni da rete. Sicuramente tutti noi abbiamo sbagliato qualcosa, ma loro sono una grandissima squadra e sono stati fortunati". A far eco alle parole di Mourinho è il capitano Javier Zanetti: "Usciamo a testa alta - ha dichiarato l'argentino - e io sono orgoglioso dei miei compagni. Adesso pensiamo al campionato: mancano undici partite e il mister sa che si può fidare di noi".
3月7日 L'Inter espugna Marassi,ma è allarme ManchesterL'Inter batte 2-0 il Genoa a Marassi e lancia un chiaro messaggio alle inseguitrici. E' però allarme difesa in vista di Manchester: Materazzi e Burdisso finiscono ko. Passano 2' e i nerazzurri segnano con Ibrahimovic, che supera Rubinho con un pallonetto. Julio Cesar fa i miracoli poi al 61' il raddoppio di Balotelli: sul suo tiro si avventa Rossi che spinge la palla dentro (completamente?). I rossoblù potrebbero accorciare ma sbagliano la mira.
LA PARTITA 3月1日 Inter-Roma-3-3 e ... buon pareggioUn'Inter inesistente per metà partita ha ridato speranze al campionato, bloccata nel big-match di San Siro. Assenti Ibrahimovic e Totti, nel primo tempo in campo ci sono stati solo i giallorossi, in gol al 23' con De Rossi e al 29' con Riise. Nella ripresa Balotelli ha rilanciato due volte i nerazzurri (al 5' e al 18' su rigore contestato), rimontando la rete di Brighi al 12'. Poi ci ha pensato il Crespo a firmare il pareggio al 34'.
La partita delle stelle comincia ancor prima del fischio d'inizio con la notizia dell'assenza di Ibrahimovic e Totti. Il primo è in panchina per un problema muscolare, il secondo viene mandato in tribuna dal fastidio a un ginocchio. A perderci, però, sembra essere unicamente l'Inter, perché per tutto il primo tempo c'è una sola squadra in campo. I ragazzi di Spalletti fanno il bello e il cattivo tempo, senza trovare nessuna opposizione da parte di Zanetti e compagni. Sugli spalti capiscono subito che non è serata e non solo da parte di alcuni elementi, come Adriano o Balotelli. I timori si trasformano in incubo poco dopo il ventesimo: De Rossi vola in cielo e la mette dove nessuno può arrivarci. Da parte nerazzurra nessuna reazione e così Riise, una manciata di minuti dopo, si inventa fenomeno: stop di testa, blitz in area e Julio Cesar viene infilato sotto le gambe: 0-2. L'Inter incassa e va negli spogliatoi frastornata e coperta dai fischi. All'uscita Mourinho ha rivoluzionato la formazione: dentro Figo e Viera, fuori Burdisso e Maxwell. E i risultati si vedono subito. Tempo cinque minuti e Adriano pesca bene Balotelli che non fallisce. Il popolo interista si rianima, ma per poco. Brighi sfrutta un erroraccio di Cambiasso, brucia Cordoba e Zanetti e sembra poter chiudere i giochi. Ma non ha fatto i conti con l'oste. E soprattutto con Balotelli, che prima si procura il rigore (cadendo in area dopo un contatto impercettibile con De Rossi ) e poi trasforma con freddezza dagli 11 metri. A questo punto è assalto Inter e l'uomo del "miracolo" è Crespo. L'argentino, entrato da un minuto, diventa l'eroe della serata perché alla prima palla utile insacca la mette di testa. A questo punto la Roma ha ancora la forza di provare a vincere e ci va vicinissima allo scadere con De Rossi, che solo davanti a Julio Cesar piazza a lato. Rizzoli a questo punto decide che le emozioni sono state abbastanza (anche per la Juve, che ora è a -7) e manda tutti a casa. Mourinho dovrà spiegare ai suoi che le partite durano 90' e non 45' come sembrano aver capito nelle ultime due uscite, Spalletti cercherà di far capire che occasioni così capitano raramente e bisogna saperle sfruttare. |
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