| Rocco's profileECCO IL CAPITANO !!!PhotosBlogLists | Help |
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November 30 Tutto in 8 minuti:Inter 2 - Napoli 1Nell'Inter Cruz vince a sorpresa il ballottaggio con Adriano: è l'argentino a far coppia con Ibrahimovic in avanti. Alle loro spalle c'è Stankovic. Reja preferisce Rinaudo a Santacroce sul fronte destro della difesa a tre e Pazienza a Blasi a centrocampo. Inter padrona del campo per mezz'ora, con il Napoli che ha il baricentro bassissimo e non fa pressing a metà campo. Al 16' i nerazzurri sono in vantaggio: sugli sviluppi di un calcio d'angolo palla a Muntari che crossa in mezzo, dove Cordoba si coordina molto bene e batte Iezzo di interno sinistro. L'Inter continua a macinare gioco mentre gli ospiti fanno poco movimento e si affidano soltanto alle iniziative personali di Lavezzi e Zalayeta. Al 24' gli uomini di Mourinho raddoppiano con Muntari. Cruz serve di tacco Maicon che tira verso la porta: sulla traiettoria c'è il ghanese che sempre di tacco mette la palla nel sacco. La partita però non è chiusa e gli azzurri, che si erano visti soltanto in occasione di una punizione centrale di Gargano bloccata senza problemi da Julio Cesar (24'), accorciano le distanze al 36' con Lavezzi. Anche qui bellissimo gol, come i due di marca nerazzurra: il 'Pocho' sfugge a Zanetti sulla destra, uno-due con Zalayeta che gli restituisce il pallone di tacco, l'argentino si trova a tu per tu con Julio Cesar e lo batte con freddezza e precisione. La rete galvanizza il Napoli, che cambia atteggiamento in campo e finisce la prima frazione in avanti. Nella ripresa gli azzurri cominciano di gran carriera. Dopo un minuto Samuel salva provvidenzialmente in angolo su uno scatenato Lavezzi. Non è più una partita a senso unico, merito degli ospiti, che ora si propongono in avanti con maggior insistenza. Cruz serve un'altra bella palla di testa questa volta a Stankovic, che sbaglia la conclusione, poi Ibrahimovic si vede respingere in angolo una potente conclusione di sinistro. Tanti errori da una parte e dall'altra, il gioco è spezzettato. L'Inter sente la stanchezza ma il Napoli è solo Lavezzi. Mourinho mette dentro Adriano (fuori Cruz), Reja risponde con Denis per Maggio. Nel finale i nerazzurri vanno vicino al terzo gol con Zanetti, poi una conclusione di Ibrahimovic termina a lato. Finisce 2-1. L'Inter riscatta la 'figuraccia' in Champions contro il Panathinaikos e mette in atto la fuga: la Juve torna a -6. In gol Cordoba, Muntari e Lavezzi
L'Inter batte 2-1 il Napoli a San Siro e va in fuga. Succede tutto nel primo tempo. Al 16' nerazzurri in vantaggio con Cordoba, che su cross di Muntari si coordina molto bene e batte Iezzo. Il raddoppio al 24' di Muntari con uno splendido tacco. Gli azzurri rialzano la testa e accorciano al 36' per merito di Lavezzi dopo un eccellente uno-due con Zalayeta. Nella ripresa l'Inter non riesce a chiudere il match e il Napoli spinge ma senza successo.
November 27 Mou: E' tutta colpa mia!!Mou: "L'Inter? Male, male, male"Il tecnico: "E' tutta colpa mia""Male, male, male". Josè Mourinho boccia la sua Inter, battuta a sorpresa in casa dal Panathinaikos. "La squadra non ha giocato bene, la vittoria dei greci è assolutamente meritata. Per quanto riguarda noi dal 1' ho visto che non era la nostra partita". Il tecnico portoghese lo aveva detto alla vigilia di questa sfida di Champions: "Temo cali concentrazione". Detto, fatto. "E' tutta colpa mia, non ho saputo trascinare la mia squadra".
"In Europa abbiamo iniziato forte vincendo fuori casa contro il Panathinaikos, evento fondamentale e motivo per il quale oggi siamo comunque qualificati" prosegue il tecnico di Setubal. "Poi nelle altre gare non abbiamo giocato bene e quindi passiamo il turno perché il nostro girone è un po' fuori del normale. La mia esperienza dice che per fare bene devi arrivare forte quando c'è lo scontro diretto, ma non meritavamo dopo questa sconfitta di avere la tranquillità di essere qualificati in vista della gara di Brema. Questa è fortuna, non quella del Panathinaikos". Mourinho, malgrado tutto questo, manda un messaggio ai tifosi affinchè sostengano comunque la propria squadra in vista del match di campionato in programma domenica con il Napoli e non pensa che si debba chiedere scusa. "I giocatori dell'Inter sono brave persone, l'Inter ha la fortuna di avere un gruppo di giocatori che comunque giocano sono veramente professionisti, amici, che sentono nel cuore la maglia dell'Inter, che sono innamorati di questa società. Quindi meritano che domenica contro il Napoli ci sia San Siro pieno, tutto sommato siamo comunque qualificati anche se con un po' di fortuna, ma in campionato senza fortuna siamo primi. Per questo, li vorrei vicino alla squadra, anche perché sono sempre convinto che possiamo vincere la Champions". Qualificata agli ottavi, ma che figura con i greciIl Panathinaikos, prima squadra greca a vincere a San Siro contro l’Inter, piega la squadra di Mourinho e torna in corsa per la qualificazione agli ottavi. Di Sarriegi al 24’ s.t. la rete decisiva. Il pareggio tra Anorthosis e Werder consente comunque ai nerazzurri di accedere alla seconda fase della competizione, ma il primo posto torna in discussione: sarà l’ultimo turno, con l’Inter in Germania, a decidere tutto.
CON LUIS - Figo ritrova un posto in prima classe due mesi dopo l’ultima volta (Inter-Catania). Balotelli e Mancini siedono in seconda, cioè in panchina. E almeno per tutto il primo tempo si avverte la mancanza di un esterno in grado di saltare l’uomo. Il Panathinaikos si chiude a testuggine e controlla il centrocampo: Simao davanti alla difesa, Gabriel, Gilberto Silva e Karagounis dietro l’unica punta, un "cuneo" che tra le altre cose costringe più volte Muntari all’errore. Segnare a Julio Cesar resta un’altra faccenda: Mantzios è davvero troppo solo in avanti, e tre angoli nella prima mezz’ora servono solo a scaldare i cinquemila fan greci arrivati a Milano.
BLOCCATI - Gli attaccanti di Mourinho sono in serata no. Adriano, alla seconda da titolare in quattro giorni, è aggressivo. Forse troppo visto che la foga lo tradisce due volte al momento della conclusione (palo all’11’ in posizione irregolare e tiro fuori al 44’). Ibrahimovic, sempre presente in campionato e Champions, ha l’occasione di sbloccarsi a un anno dall’ultimo eurogol quando Cambiasso (minuto 33) gli apre il corridoio buono verso Galinovic. Niente da fare. Nel complesso però, la squadra di Mourinho fa davvero troppo poco per ribaltare il blocco di cemento poggiato da Ten Cate a protezione della sua difesa.
DOCCIA FREDDA - Dopo l’intervallo l’Inter cambia modulo, passando al 4-4-2 con Quaresma a sinistra (fuori Muntari) e Figo dalla parte opposta. Le cose migliorano un po’ ma il gol non arriva. Adriano gira di testa oltre la traversa due buone traiettorie disegnate dai nuovi esterni; Maicon impegna Galinovic per la prima volta dopo 52 minuti; Ibra si gira su Sarriegi come Shaquille O’Neal sui suoi difensori. Sembrano prove generali per il gol ma succede il contrario. E’ il Panathinaikos a metterla dentro con Sarriegi (69’), il più veloce a piombare sul pallone dopo un mezzo prodigio di Julio Cesar in seguito alla zuccata di Goumas.
ASSEDIO INUTILE - Balotelli e Cruz le contromosse di Mourinho, mentre da Cipro piovono gol e scosse sulla classifica del gruppo B. Una "trivela" di Quaresma mette i brividi alla curva verde (Adriano non ci arriva, ostacolato al limite del rigore da Spiropoulos). E’ l’inizio di un assedio che si protrae fino al fischio finale di Övrebo, quello di Inter-Liverpool, la partita che avviò il divorzio Moratti-Mancini e che finì 1-0 per gli ospiti, come stasera. Gli ultimi dieci minuti sono da codice rosso: Cruz ci prova al volo dopo una sponda di Adriano; l’Imperatore viene anticipato da Galinovic con un’uscita spericolata; Cambiasso manca l’appuntamento con il pareggio nel cuore dell’area, poi ancora Cruz di testa chiama il portiere ellenico alla deviazione da highlights. Tutto inutile. E soprattutto troppo tardi per una squadra che, come temeva Mourinho, si è presentata scarica all’appuntamento. November 23 4-4-2 Ecco il modulo pro InterCari nemici e amici, l'Inter è tornata l'Inter: ha messo da parte tutte le velleità da calcio femminile (Mancini, Quaresma, i moduli stravaganti e le formazioni pittoresche) e ha confermato le previsioni estive quando. Dopo la vittoria di Palermo avevo detto e scritto che Mourinho è uno che predica male ma razzola bene e la partita con la Juve ne è stata la conferma. Alla faccia di chi parlava e straparlava di 4-1-4-1, di Figo o Quaresma in campo di Maicon esterno di centrocampo e amenità simili, Mourinho si è affidato (come a Palermo) all'Inter delle ultime stagioni, con quattro difensori, quattro centrocampisti (uno dei quali, Stankovic, capace di cambiare ritmo e a due attaccanti. Le uniche sorprese sono stati i giocatori, non i ruoli. Per sostituire Cordoba squalificato ha scelto Materazzi piuttosto che Burdisso (e la scelta è stata giusta) e Adriano per dare più peso atletico all'attacco. E proprio sul piano atletico l'Inter ha vinto la partita: la Juve ha mostrato i limiti di una squadra dove alcuni giocatori (tipo Marchisio, Molinaro e Grygera) non sono all'altezza dei nerazzurri che ricoprono lo stesso ruolo. La partita è stata affascinante sul piano agonistico e quando il ritmo si è alzato (a sprazzi l'Inter ha premuto al massimo sull'acceleratore) è apparsa sin troppo squilibrata per mettere in dubbio il risultato finale. L'arbitro ha cercato di rovinarla non fischiando un rigore di Muntari, ma questo è il pedaggio che alcune squadre sono costrette a pagare nei confronti delle grandi. Era già accaduto qualche ora prima, ma in maniera molto più marcata, con Orsato che con i suoi errori aveva favorito la Fiorentina contro l'Udinese. Qualcuno aveva cominciato a dubitare sulla reale forza dell'Inter che in diverse partite aveva avuto enormi difficoltà a battere l'avversario di turno, ma dopo la prestazione contro la Juve i dubbi sono svaniti per lasciare il posto a una certezza: lo scudetto l'ha vinto, quasi impossibile che lo perda, anche volendo. E' vero che nella passata stagione in primavera la squadra ebbe un calo (non l'anno prima quando vinse con più di venti punti sulla seconda) ma vedendola giocare di questi tempi si capiscono i motivi veri di quella flessione. Senza Samuel e Cordoba, con Cambiasso acciaccato e con Ibra malato al ginocchio è stata un impresa vincere quello scudetto considerando che nelle ultime dieci partite giocò con Rivas, Balotelli e Pelè, in pratica tre primavera. Adesso l'Inter è in grande salute, ha più ricambi dell'anno scorso e se in primavera di titolari ne mancheranno pochi, potrà dire la sua anche in campo europeo più di quanto abbia fatto nelle ultime stagioni. Si incomincia a carburare...le pagelleFinalmente una continuità di schema che piace e convince. Il 4-4-2 "Mourinhano" mette tutti d'accordo. La Juventus, arrivata al Meazza convinta dei propri mezzi e forte del sogno fatto dal suo Presidente, è stata annichilita da un'Inter perfetta. Nessuna sbavatura in fase difensiva, pochissimi palloni persi, 3 limpide occasioni da gol, una rete e un solo intervento impegnativo per l'estremo difensore nerazzurro. L'uscita di Tiago ha scombussolato i piani di Ranieri, che a mio avviso avrebbe dovuto inserire subito Camoranesi e non Marchisio, per dare qualità alla squadra. Mourinho stupisce inserendo da subito Adriano, che lo ripaga con una buona prova. Ottimo Ibrahimovic, decisivo Muntari, straordinario Stankovic. JULIO CESAR 6,5: decisivo su Camoranesi e sempre attento. MAICON 6,5: Molinaro e Nedved provano a fermarlo con risultati disastrosi. SAMUEL 7: con lui non si passa. MATERAZZI 7: Mourinho gli da fiducia e lui lo ripaga con una maiucola prestazione. MAXWELL 6: non spinge tantissimo ma in difesa è sempre presente. ZANETTI 6,5: corsa, grinta e tanto carattere. Un vero capitano. MUNTARI 7,5: Sulley THE BULL Muntari è l'uomo partita. CAMBIASSO 7: tatticamente è uno dei più forti centrocampisti al Mondo. Non fa mai nulla per nulla. STANKOVIC 7,5: è tornato il "vero" Deki. ADRIANO 6,5: la vera sorpresa in positivo. IBRAHIMOVIC 6,5: partita macchiata da due errori davanti a Manninger, ma ha svariato, tirato, lottato e corso per 90 minuti. MOURINHO 7: finalmente ha svoltato. Con il 4-4-2 ha rimesso il turbo alla squadra. November 22 Muntari stende la Juventus: 1-0L’Inter respinge l’assalto della Juve e resta in testa alla classifica, portando il vantaggio sui bianconeri a 6 punti. Decide un gol di Muntari a metà ripresa. Piuttosto fortuito, ma va riconosciuto ai nerazzurri di aver creato di più rispetto agli avversari, comunque pericolosi.
SORPRESE - Non una, ma tre sorprese da Josè Mourinho. La più grossa, Adriano dall’inizio, davvero imprevedibile considerate le dichiarazioni del portoghese alla vigilia. Le altre, Materazzi al fianco di Samuel e Stankovic al posto di Vieira, comunque inattese. Ranieri non rischia Camoranesi confermando a destra il suo talismano, Marchionni, destinato alla staffetta con l’oriundo.
CORPO A CORPO - L’intensità del primo tempo tocca picchi elevatissimi. La Juve è agile e svelta, però paga la superiorità fisica dell’Inter nel corpo a corpo. I nerazzurri affondano due colpi in 33 minuti: Stankovic viene fermato da Chiellini al momento dello sparo da distanza ravvicinata; Ibrahimovic allarga troppo l’angolo di un diagonale battezzato dal Meazza con le sembianze dell’1-0. Pericoli nati da errori del centrocampo bianconero, che ha l’alibi della rinuncia dopo un minuto e mezzo a Tiago per una sospetta distorsione alla caviglia sinistra (ma anche il ginocchio è dolorante).
ALE E ZLATAN - L’equilibrio scorre sul filo delle giocate di Ibra e Del Piero. Lo svedese illumina con aperture improvvise per gli inserimenti dei centrocampisti, contenuti da Manninger. Ale scambia con Amauri e Nedved, ha sempre un uomo addosso eppure dispensa passaggi puliti, al limite della perfezione. Per sua sfortuna rimbalza sul dispositivo creato da Mourinho, più "pesante" con Matrix al posto di Burdisso, ma un Del Piero così merita applausi bipartisan.
LA SVOLTA - Quando Ibrahimovic fallisce a metà ripresa un’altra facile chance a due passi da Manninger, si materializza la maledizione che colpisce lo svedese (mai un gol alla sua ex squadra) e che impedisce all’Inter di dar sfogo a una leggera superiorità. Invece la partita "gira". Succede poco dopo l’ingresso di Camoranesi al posto di Marchionni (25’ s.t.). Molinaro e Legrottaglie si scontrano per chiudere su Adriano. Salta un uomo nelle rotazioni difensive, e quell’uomo è Muntari, pescato da Ibrahimovic sul secondo palo.
TRIDENTE - Ranieri mette dentro Iaquinta, interrompendo il duello tra Materazzi e Amauri, stravinto dall’italiano. Si passa al tridente, con Del Piero riferimento centrale. Ma se si esclude il colpo di testa del capitano, respinto da Julio Cesar, la Juve non riesce a rialzarsi.
CAPITOLO RECRIMINAZIONI - Primo tempo: mani di Chiellini, giudicato involontario da Rizzoli; contatto sospetto Muntari-Marchionni nell’area interista, niente rigore - che poteva cambiare tutto - per l’uomo in giallo; contropiede di Adriano fermato dall’arbitro per un giallo (proteste) ad Amauri, con Mourinho inferocito. Ripresa: tiro di Stankovic che batte sul braccio (attaccato al corpo) di Legrottaglie, giudicato involontario. Non c’è Inter-Juve senza recriminazioni, ma la vittoria dell’Inter è tutto sommato giusta November 15 SuperIbra stende il PalermoMourinho è stato di parola. Il tecnico dell'Inter aveva detto: "Domani sera avremo più punti della Juve". Detto, fatto. I nerazzurri battono 2-0 il Palermo al Barbera. Doppietta di un Ibrahimovic a tratti onnipotente. Il centravanti svedese toglie ogni impaccio ad un'Inter che per la verità nel primo tempo aveva zoppicato parecchio, stentando molto sul piano della manovra. Ma quando in squadra hai un fuoriclasse come Ibra diventa tutto più facile. Ed è la risposta più convincente - quella del campo - a chi si chiede(va) come mai l'ex Ajax non salti una partita. Due sue prodezze individuali - sulle quali Fontana non è stato irreprensibile - spengono ogni ardore alla squadra di Ballardini, che si è afflosciata dopo il primo svantaggio. E l'Inter ha potuto così giocare in spazi più larghi, facendo vedere buoni spunti, nella ripresa. Legittimando un successo che significa primo posto solitario in classifica, al riparo dei risultati di Milan e Napoli. La Juve ora è distante 3 punti e 7 giorni: sabato prossimo al Meazza lo scontro diretto. Senza Cordoba. Era diffidato, ha rimediato un ulteriore giallo.
SCHIERAMENTI - Primo tempo equilibrato e poco spettacolare. Mourinho copre l'Inter contro i rigori invernali da trasferta. Tridente in soffitta, fuori una punta (Mancini, Quaresma non è neppure convocato) e dentro quattro centrocampisti centrali. Si rivede Muntari. Davanti c'è Cruz, per la prima volta in questa stagione a far coppia con Ibrahimovic. Ballardini schiera l'ex Fontana per l'infortunato Amelia, Miccoli, recuperato, gioca in avanti con Cavani.
POCHE EMOZIONI - L'Inter parte forte. Come ritmo. È un po' arruffona, ma ammucchia angoli e mischie. Senza esito. Poi dal 10' il Palermo si scuote dalle titubanze iniziali e comincia a macinare gioco. Occasioni, però, pochine. Cruz rischia di testa l'autorete. Replica di Ibra, che conclude una ripartenza con un destro violento: Fontana si salva in angolo. Poco altro. L'Inter non trova sbocchi sulle fasce e in avanti Ibrahimovic è poco assistito dagli sporadici inserimenti dei centrocampisti. Il Palermo ci prova, ma senza esagerare. Mai prendersi troppa confidenza (e concedere spazi) alla prima della classe.
PERLA IBRA - Si riparte senza cambi. E Ibrahimovic si inventa una magia da tre punti. Fuori area, defilato sulla destra, lascia partire un destro violento che svaria e finisce nell'angolino, insaccandosi accanto al secondo palo. Fontana è sorpreso. E trafitto. Inter avanti.
FURIA INTER - Ora l'Inter spinge. Cattiva. Ritrovata. Fontana rischia di farsi sorprendere da una conclusione di punta di Cruz. Poi Ibrahimovic , scatenato, salta un uomo, calcia sul primo palo, Fontana è impacciato ma efficace. Ancora corner. Fontana esce a vuoto, Muntari non ne approfitta. Ma il 2-0 è dietro l'angolo.
RADDOPPIO IBRA - La segna, e chi sennò, il solito Ibrahimovic. Con una punizione potente dal limite dell'area. Un bolide squassante, sul quale a Fontana, che non ha messo benissimo la barriera, non basta il riflesso. Gara chiusa. E Inter capolista solitaria. November 09 L'Inter ringrazia ancora CruzL'Inter ringrazia ancora CruzSuo il gol che punisce l'UdineseAncora Cruz. Se a Cipro in Champions aveva salvato l'Inter da una figuraccia, l'argentino regala ai nerazzurri la vittoria contro l'Udinese con un gol nel recupero. Tanto tatticismo e pochissime emozioni sul terreno di gioco. Nessun sussulto nel primo tempo, si vede qualcosa di più nella ripresa: a una doppia occasione per Floro Flores e Domizzi risponde l'Inter con Ibra e con Zanetti, che prende il palo. Poi ci pensa Cruz, l'uomo della Provvidenza.
LA PARTITA Ritmo di gara basso, gran tatticismo da entrambe le parti con i due portieri che non rischiano nulla nei primi 45'. L'Inter fa buon pressing offensivo ma il vizio è sempre lo stesso: quello nerazzurro è un finto tridente perché quando, e lo fa spesso, Ibrahimovic agisce sugli esterni, in area poi non c'è nessuno raccogliere il pallone. Disperso Balotelli, che si fa vedere soltanto a battere gli angoli (insidioso quello al 5', Handanovic respinge coi pugni) e le punizioni (41', tiro 'telefonato'); irritante Quaresma, che insiste con le conclusioni personali quando c'è Ibra posizionato meglio. L'Udinese tiene bene il campo, ci prova coi lanci lunghi a scavalcare il centrocampo dell'Inter o in contropiede: insidioso quello al 13', quando Floro Flores con un tocco strepitoso si libera di Cordoba, la palla viene intercettata da Samuel prima di raggiungere Quagliarella. I friulani protestano per un 'tocco' proibito. I tre bianconeri là davanti fanno comunque grande movimento. A inizio ripresa Mourinho manda in campo Cruz per Quaresma. E' l'Udinese si rende pericolosa per due volte nel giro di qualche minuto, prima con Floro Flores (salva Julio Cesar) e poi con un colpo di testa di Domizzi (alto sulla traversa). Al 59' l'Inter risponde con una doppia opportunità ma Handanovic è bravo a opporsi a Ibrahimovic e Balotelli. Gli uomini di Marino accusano la fatica e non riescono più a uscire dalla propria metà campo palla al piede, con l'Inter che attua un forcing ininterrotto ma anche disordinato. Cordoba commette un fallaccio a rischio 'rosso'. All'88' capitan Zanetti colpisce il palo. Quando tutto sembra indirizzato sullo 0-0, ecco il solito Cruz che batte di testa Handanovic e regala i tre punti a Mourinho. Chissà se prima o poi si convince a metterlo dentro subito... LE PAGELLE Ibrahimovic 6 - Il voto sufficiente è di stima. Lo svedese è stanco e lo si vede quando sbaglia controlli di palla facili facili per un fenomeno come lui. Non dimentichiamo però che si danna come un matto per tutto il fronte d'attacco (a differenza dei suoi compagni di reparto...) e solo Cruz riesce a toglierlo da una situazione di infinita solitudine. Ha bisogno di riposo. Quaresma 4 - Si era visto qualche segno di miglioramento ma era un'illusione, almeno stando alla prestazione odierna. Prova le conclusioni personali ma non ha mira nè forza nel calciare. Si ostina nei contrasti e li perde praticamente tutti. Mou insiste con lui poi dopo 45' lo cambia, per fortuna sua e dell'Inter. November 05 DIFESA DA INCUBO...IN COPPA E' 3-3Inter, pazzie e gol: 3-3 a CiproBurdisso regala, l'Anorthosis ringrazia
Un'Inter "masochista" torna da Nicosia con un pareggio (3-3 con l'Anorthosis) nella quarta partita del girone B di Champions League. Al vantaggio di Balotelli in apertura, risponde Bardon grazie all'assist di Burdisso coadiuvato da Julio Cesar. Materazzi prima e Panagi poi (rimpallo su Cambiasso) fissano il primo tempo sul 2-2. Nella ripresa un altro errore di Burdisso consegna a Frousos la palla del 3-2. Pareggia Cruz a 10' dal termine. LA PARTITA Rispetto a quella di alcune settimane fa, l'Inter vista negli ultimi 180 minuti sembra aver ritrovato pericolosità in avanti a discapito, però, della sicurezza dietro. Soprattutto, sembra aver perso equilibrio. A Cipro, va in scena la peggior partita difensiva dell'era Mourinho. Maicon e Zanetti irriconoscibili, Materazzi approssimativo, Burdisso disastroso. Per fortuna del tecnico portoghese, di fronte c'era l'Anorthosis, capace di raccogliere e consegnare con magistrale equilibrio. E così, nonostante il pareggio (che comunque sta stretto ai nerazzuri che con Cambiasso il quarto gol lo avevano anche realizzato) lascia a Ibrahimovic e compagni il primo posto nel girone. Gli ottavi restano a un passo. Nonostante tutto. LE PAGELLE Burdisso 3: La sua prestazione, invece, voglia di scherzare ne fa venire poca. Con lui, i topi non solo la fanno franca, ma se la godono proprio. Il primo a fare festa è Taher, ma Julio Cesar ci mette una pezza. Il secondo è Bardon che (sgarbatamente) non si ferma nemmeno a ringraziare per un simil regalo. Il terzo è Frousos che, almeno, si prende la briga di 'spacchettare' il presente dell'argentino prima di scaraventare in rete il pallone del momentaneo 3-2. Mourinho lo spedisce in panchina al 13' del secondo tempo. Il rischio (serissimo) è che ci rimanga per un bel po'. Così gli passa la voglia di scherzare. Mancini 5: Il suo comincia ad essere un caso degno di Angela Lansbury. Dove sia finito il giocatore ammirato a Roma, infatti, è un mistero irrisolto. Anche contro l'Anorthosis, tocca un pallone e scompare 10 minuti, tocca un altro pallone e scompare altri 10 minuti. David Copperfield, al confronto, è un dilettante. Beqaj 6: Come per Julio Cesar, finisce con uguale facilità nella tabella dei buoni così come in quella dei cattivi. Vedere la punizione di Ibra da cui nasce il vantaggio nerazzurro, il gol di Materazzi, la prontezza di riflessi sul gol-non-gol di Cambiasso e la respinta su Ibra al 37' del secondo tempo. Matto, come l'Inter. Zanetti 5: Abituato ai fusi orari, ai cambiamenti di ruolo e magari anche a quelli climatici, nella confusione di Nicosia ci finisce invischiato pure lui. Più che trascinare (da capitano), viene trascinato (come un terzinaccio qualunque). Il fatto, però, è che questa, per lui, è l'eccezione. Non la regola.
November 02 Reggina 2 - Inter 3...e andiamo cosi!!Un gol di Cordoba in pieno recupero regala all'Inter il successo al Granillo (3-2 con gol di Maicon, Vieira, Cozza e Brienza). Per la squadra di Orlandi, sotto subito di due reti, una beffa bruciante dopo la rimonta chiusa all'inizio del secondo tempo. Finale da brividi, con 7-8 chance negli ultimi venti minuti, gran parte delle quali prodotte dai nerazzurri.
I 4 DI MOU - Fuori Burdisso, Obinna e Stankovic, Mourinho sceglie una doppia linea a quattro, sia in difesa (con Chivu e Cordoba saldamente al centro), sia in attacco, con Balotelli e Ibra più Quaresma e Mancini. Uno schema che incuriosisce questo 4-2-4, anche se tutte queste punte sulla stessa retta si vedono però raramente, perché dietro lo svedese Mario ha una certa libertà d'azione e cambia spesso fronte.
L'INDISPENSABILE - Il movimento di Quaresma frutta un palo (su cross di Mancini ed errore di Cirillo) e spazi preziosi per Ibrahimovic, unico riferimento invariabile di questa Inter che con Adriano e Cruz esiliati, e Crespo scontento, non può rinunciare al suo faro nè in campionato nè in Champions. Zlatan illumina il gioco della squadra con aperture da applausi, come quella che consente a Maicon di inchiodare il pallone dell'1-0 sotto la traversa, e recuperi da mediano, come quello che permette a Quaresma di confezionare l'assist del raddoppio firmato Vieira.
LA SCOSSA - Quando ai fischi sembrano affiancarsi le note del commiato di Orlandi, ecco la reazione orgogliosa dei calabresi. Non è un caso che i gol della rimonta arrivino da Brienza e Cozza e non è nemmeno casuale che si tratti per entrambi di una primizia. Senza la qualità dei due trequartisti, finora a secco di gol, gli amaranto sono una squadra prevedibile, fatalmente destinata a cedere.
AGGANCIO - I gol nascono su tiri da fuori, sottovalutati dalla difesa di Mourinho che non porta mai un uomo sul tiratore. A cavallo dei due tempi (Cozza al 34' del primo, Brienza all'8' del secondo) si riparte in assoluta parità. Dopo il 2-2, e con l'ingresso di Crespo per Mancini, Balotelli s'allarga a destra e le cose migliorano per l'Inter. In pochi minuti dalla zona del 18enne scaturiscono quattro tentativi ravvicinati: Crespo (girata debole), Ibra (di testa su regalo del portiere reggino distratto in uscita, e di volée, troppo schiacciata nella traiettoria) e lo stesso Mario (al tiro dopo un bel dribbling su Cirillo).
LOTTA APERTA - Così, quella che sembrava una tappa d'avvicinamento a un nuovo primato, diventa un dispendioso tiro al bersaglio che apre spazi invitanti per il contropiede reggino. In breve si susseguono altre tre occasioni limpide per l'Inter (con Balotelli, Quaresma e Crespo, che scheggia il palo di testa) e una per la Reggina grazie a Di Gennaro, su cui s'immola Chivu costretto al cambio per una probabile distorsione al ginocchio.
CORDOBA DECISIVO - Quando nei paraggi del traguardo Carmona salta Cordoba e impone a Julio Cesar gli straordinari, viene da pensare che le difficoltà dell'Inter hanno assunto contorni preoccupanti. Contro l'ultima della classifica, e al netto dell'alibi rappresentato dalle assenze a centrocampo, emerge la difficoltà a trovare un unico filo tattico e a gestire la partita con due gol di vantaggio. Il gusto della vittoria però, grazie all'intuizione di Cordoba in pieno recupero, aiuta ad allontanare i cattivi pensieri. Mou, quando un bel gesto costa un insultoScontro verbale tra José Mourinho e il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scoppelliti al termine dell'infuocata partita del "Granillo". Il tecnico dell'Inter è stato accusato dal primo cittadino di aver regalato una moneta a un bambino disabile, che si trovava allo stadio. "In realtà a quel bambino io ho dato un crocifisso che mi aveva regalato mia moglie e che ho tenuto in tasca da tre-quattro anni a questa parte. E' un crocifisso che lei aveva comprato a Fatima e mi aveva regalato. Il sindaco mi ha insultato perché ha detto che volevo dare una moneta a quel bambino. Evidentemente sono sfortunato. Anche quando faccio un gesto affettuoso vengo criticato", ha spiegato Mou. Immediate sono arrivate le scuse di Scoppelliti: "Con Mourinho c'è stato soltanto un equivoco. Mi sono persino scusato una volta che mi ha confermato la bontà del suo gesto, che agli occhi di moltI dei tifosi presenti in tribuna era apparso un gesto offensivo. A questo punto considero l'episodio chiuso". |
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