| Rocco's profileECCO IL CAPITANO !!!PhotosBlogLists | Help |
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October 26 L'Internazionale sta partendo...Tutto facile per l'Inter che col Livorno non deve faticare più di tanto per portare a casa i tre punti. Passano 2' e Pfertzel batte Amelia con un'incredibile autorete, al 14' il raddoppio con Materazzi che stacca sul secondo palo. Nella ripresa Lucarelli prova a riaprire la gara al 70' accorciando le distanze, ma solo un minuto più tardi Ibra mette al sicuro il risultato e Cruz, al 78', chiude la partita sul 4-1 finale.
Quando al 70' Lucarelli ha messo a segno il provvisorio 2-1 chissà quanti a San Siro si sono detti "Ci risiamo". Ed invece l'Inter stavolta ha preferito non complicarsi la vita, anche per merito di un Livorno alquanto rinunciatario, salito a Milano a quanto pare con l'intenzione di non prenderle. Peccato che dopo appena 2' ci abbia pensato Marc Pfertzel a complicare la vita agli amaranto: un'autorete che resterà negli annali del calcio per quanto incredibile e assurda, che certamente farà la goia della Gialappa's per i prossimi anni a venire. Ma il divario tecnico fra le due squadre è troppo ampio e il Livorno non pare metterci neppure la grinta, così al 14' Materazzi ha gioco facile a battere per la seconda volta Amelia, che per la verità ha grosse responsabilità per un'uscita tutt'altro che tempista. Nella ripresa i nerazzurri controllano la gara, mettendo in mostra un ottimo Solari sulla corsia sinistra, con Figo che spazia su tutto il fronte offensivo accentrandosi e cambiando a più riprese fascia di competenza. Ma al 70' ecco i brividi sulla schiena dei tifosi nerazzurri: dalla destra parte un cross e in area Lucarelli lasciato solo soletto non ha problemi a battere Julio Cesar di testa e a riaprire la gara. Ma l'Inter non ci sta e passa appena un minuto quando Stankovic decide di affondare centralmente ed appoggiare per Ibrahimovic che di piattone, aprendo di 180 gradi il compasso, supera Amelia dal limite dell'area. Secondo gol in campionato dello svedese ed un'occhiata poco incoraggiante, accompagnata da qualche parolina velenosa, all'indirizzo di qualcuno non ben identificato. Altri 7' e stavolta è Cruz a mettere il sigillo finale alla gara, confermandosi cecchino infallibile. Un'ottima iniezione di fiducia in vista del derby di sabato prossimo e con un Cruz così ed un Ibra sbloccatosi, beh, Adriano può prendersi tutto il tempo necessario per rimettersi... Ti aspettiamo IMPERATORE !!Questa è un’arringa per Adriano. Che è in crisi. Che non è più quello di una volta. Che sarà ingrassato. Ma che ha il diritto di essere lasciato in pace, condizione indispensabile per ritrovare se stesso. Invece, qualunque cosa dica o faccia il brasiliano, viene linciato.
Lasciate in pace Adriano, patrimonio dell’Inter e del calcio mondiale. Tornerà grande. E’ soltanto questione di tempo. E di rispetto. October 24 Il gabbianoTra i miei tanti difetti,ho sempre avuto quello di dedicarmi poco alla lettura... ultimamente,però,sto incominciando a leggere qualche libro... e tra un capitolo e un altro, sono rimasto incantato da un piccolo libro pubblicato nel 1973 scritto da Richard Bach, che contiene tanti spunti di riflessione. Si parla diun piccolo gabbiano che lotta per essere veramente se stesso, che lotta per non confondersi nello stormo, che lotta per trovare la vera vocazione e meta della sua vita. Affinchè riesca a raggiungere i suoi obiettivi compie dei sacrifici rappresentati dalle sue continue acrobazie in volo...è veramente bello!
Di seguito riporto un piccolo brano molto significativo:
" Non pensiamoci più, disse a se stesso. E' finita, non sono più me stesso. Devo scordarmi quello che ho imparato. Quello che non ero, adesso sono soltanto un gabbiano come tutti gli altri. Gabbiano sei e da gabbiano vola.
E così si levò, benchè stanchissimo, a una quota di circa trenta metri e si mise a remigare alacremente, alla gabbiana verso la costa.
Si sentì meglio, dopo aver preso quella decisione di comportarsi come un gabbiano qualsiasi. Basta! non avrebbe dovuto dar retta a quel dèmone che l'istigava ad imparare nuove cose. Basta d'ora in poi con le sfide, basta coi fallimenti. Ah, era bello smettere di pensare, e volare tranquilli nel buio, verso le luci occhieggianti della costa.
Nel buio! La voce cavernosa suonò chioccia di paura. Ma i gabbiani non volano al buio! mai!
Però Jonathan, distratto, non le badò. Com'è bello, ripeteva fra sè. La luna col suo strascico d'argento, e le luci della riva che disegnano tremule scie sull'acqua, nella notte, così calma e tranquilla...
Pòsati! I gabbiani non volano al buio! Se eri nato anche tu per volare di notte, avresti gli occhi come una civetta! Una bussola avresti, per cervello! Avresti l'ala corta del falcone!
Librato nelle tenebre, lassù, il gabbiano Jonathan, a questo punto, battè gli occhi. La fatica svanì, svanì il dolore, e anche i buoni propositi svanirono.
L'ala corta. Le ali corte di un falco!
Ecco la soluzione. Che sciocco, a non averci pensato prima! Quello che occorre è solo un'ala corta: e, allora, basterà che io tenga raccolte le mie ali, che le tenga ritirate, quasi del tutto, e che ne adopri soltanto le estremità. Ali corte!
Si portò subito a seicento metri di quota, sopra il mare di pece e, senza star lì a pensare un momento che poteva fallire, anche morire, portò le ali ad aderire saldamente al corpo, lasciando tese al vento solo le strette estremità di esse, a mò di alettoni, e si gettò in picchiata.
Il vento gli intonava nella testa con un fragore spaventoso. Settanta miglia all'ora, novanta, centoventi. e ancora, ancora. Più forte. A centoquaranta miglia l'ora la tensione dell'ala era inferiore a quella di prima a settanta, e bastò una leggerissima torsione per uscire di picchiata e saettare verso il cielo alto, grigio bolide sotto il chiardiluna.
Raggrinzì gli occhi a fessura, nel vento, e il suo cuore esultava. Centoquaranta miglia all'ora! Senza dare una sbandata! E se mi tuffo non da cinquecento ma da mille metri e di più, chissà a che velocità...
Il giuramento di poc'anzi era dimenticato, l'ebbrezza del volo l'aveva spazzato via. Eppure non si sentiva in colpa, anche se non aveva mantenuto la promessa fatta a se stesso. Promesse di quel genere impegnano soltanto quei gabbiani che s'appagano dell'ordinario tran-tran.Ma uno che aspira a una sempre maggiore perfezione, non sa proprio che farsene di simili promesse!
Al levar del sole, Jonathan era di nuovo là che si allenava. Visti da mille e più metri, i pescherecci sembravano scagliuzze nella glauca distesa delle acque, lo Stormo Buonappetito come un indistinto nugolo di volteggianti atomi di polvere.
Lui si sentiva vivo come non mai, e fremente di gioia, fiero di aver domato la paura."
Spero che vi piaccia!! Alla prossima. Tanti saluti a tutti. October 10 TI VOGLIO BENEA volte vuoi rimaner da solo per riflettere e nello stesso tempo per sognare.
A volte vuoi rimaner da solo per vegliare e nello stesso tempo per pregare.
Ma all’improviso ti accorgi che in situazioni particolari la solitudine ti ammazza, ti deteriora e ti distrugge...
Ed in quel momento ti accorgi quanto sia importante la persona a cui vuoi bene...
TI VOGLIO BENE !! FelicitàLa sogni quasi tutte le notti... La cerchi continuamente e spesso non la raggiungi... La desideri senza sosta e quasi sempre non la trovi !!
La immagini e forse puoi scorgerla sì, guarda bene : dietro quella nuvola lontana, sopra l’infinità del mare e ti accorgi che è proprio lei !!
E allora inizi a combattere , ti affanni, sudi, soffri ... lentamente ti avvicini ... cominci a sentirne il delizioso profumo a percepirne il rassicurante calore a intravederne i fantastici colori a udirne la sublime musica a riconoscerne il buon sapore
Stai per toccare un lembo del suo vestito mosso dal vento credi di essere arrivato dove sai che è difficile arrivare la tua mano si chiude
La riapri e ti rendi conto di averla solo sfiorata
Il tuo palmo è ricoperto di polvere scintillante polvere che ti è entrata dentro polvere che ora viaggia nel profondo di te polvere di Felicità
Ma la polvere scorrerà via impetuosa e violenta così rapidamente che la tua mano resterà di nuovo nuda
Ma non il tuo cuore Ma non la tua anima
Potrai solo ricordare ... forse gioire ... forse soffrire !! |
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