Rocco's profileECCO IL CAPITANO !!!PhotosBlogLists Tools Help

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    January 28

    Bella Inter a Catania...vittoria nonostante un arbitraggio cosi cosi

    Con Mourinho in tribuna e Muntari espulso dopo mezzora, l'Inter è comunque riuscita a superare l'ostacolo Catania al "Massimino". Alla fine è arrivato un 2-0 merito dei gol firmati al 5' da Stankovic e al 26' della ripresa da Ibrahimovic. I rossazzurri hanno protestato per una rete annullata nel primo tempo a Paolucci. Ci hanno pensato poi Julio Cesar e la poca precisione degli attaccanti siciliani a difendere risultato e leadership.

    Nemmeno il tempo di capire quale sarebbe stata l'accoglienza, con Mourinho barricato in una stanzetta della tribuna, che l'Inter ha ammutolito lo stadio. Perfetto cross di Cruz dalla destra e capocciata di Stankovic che si inserisce indisturbato: 0-1. Il clima da raggelato diventa infuocato una manciata di minuti dopo, quando Paolucci mette dentro, ma Rocchi annulla per (presunto) fallo di Morimoto su Burdisso. Peccato che il difensore nerazzurro si fosse tuffato quasi rasoterra per colpire di testa e il giapponese non potesse far nulla per evitare lo scontro in area.

    Lo stesso arbitro getta benzina sul fuoco poco dopo la mezzora, quando espelle Muntari per un fallo a centrocampo su Tedesco. Come all'andata, quando il ghanese venne cacciato dopo una manata sullo stesso giocatore rossazzurro. A questo punto il Catania si scalda e mette i brividi a Julio Cesar in almeno quattro occasioni con Mascara, Paolucci e Capuano che si presentano davanti alla porta interista senza bucarla. L'Inter chiude in sofferenza e provvidenziale arriva la fine del primo tempo.

    Nella ripresa la squadra di Zenga insiste, ma in più di un'occasione rischia di farsi sorprendere da Ibra e Cruz. Julio Cesar, invece, trema solo sul palo colpito da Mascara con un bolide (deviato) dalla distanza. Quando, però, al 26' è arrivato il gol di Ibrahimovic, su uno splendido lancio millimetrico di Stankovic, i giochi si sono ufficialmente chiusi.

    Un successo che ha riproposto un'Inter in versione corazzata, capace di superare tutte le avversità con disarmante facilità e riallungare in classifica. Se quello appena trascorso è stato il classico periodo difficile di una stagione, allora per gli altri c'è ben poco da sperare.

    LA PARTITA MINUTO PER MINUTO

    LE PAGELLE
    Morimoto 6,5 Il giapponese sta prendendo confidenza con il calcio vero e crea non pochi problemi alla retrgouardia intersita. Forse avrebbe bisogno di maggiore fiducia da parte dei compagni.
    Paolucci 6 Il gol lo avrebbe anche fatto, ma Rocchi lo ha annullato. Più di una volta, però, spara su Julio Cesar. Gli manca ancora un po' di freddezza sotto porta
    Burdisso 5,5 Con puntati addosso gli occhi di tutti gli interisti, si rende protagonista suo malgrado del gol annullato. Contro Morimoto fa fatica e costringe Cordoba a del lavoro supplementare.
    Ibrahimovic 6,5 Reduce da un turno di riposo, coglie anche una traversa superiore dopo un bel numero ma non è particolarmente pericoloso. Quando ha lui la palla, però, fa sempre paura. Poi quando Stankovic lo pesca sul filo del fuori gioco, mette l'ennesimo suo sigillo.
    Cruz 6 Dato in ballottaggio per un posto con Quaresma, fa subito vedere che tra i due non ci sono paragoni con lo straordinario assist per il gol di Stankovic. Poi si limita allo stretto necessario.

    January 25

    Inter 1-Sampdoria 0: 3 punti importanti !!

    Un punto nelle ultime due giornate, per la prima volta in stagione senza Ibrahimovic e con la Juve a insidiare il primo posto in classifica. L'Inter a San Siro era chiamata a dare risposte importanti e non ha mancato l'appuntamento. Per battere la Sampdoria è bastato un gol di Adriano allo scadere di un primo tempo povero di emozioni. Ripresa ancor più noiosa e per i nerazzurri è stato facile portare a casa i 3 punti. Espulso Mourinho per proteste.

    LA PARTITA
    Si inizia e gli assenti (Ibra, Cordoba e Maxwell da una parte, Cassano e mezza difesa dall'altra) fanno più notizia dei presenti. Mancando lo svedese, Mourinho (nervoso, e per questo cacciato da Celi) si affida allo schema numero due: palla a Maicon e dita incrociate. E proprio dal piede del brasiliano, dopo 47 minuti di nulla, arriva la prima azione nerazzurra degna di nota ed è subito gol. Superato Pieri, Maicon pesca Adriano (che poco prima aveva colpito Gastaldello con un pugno allo stomaco) libero sul secondo palo e Castellazzi è battuto.

    Nella ripresa fuori Samuel (problema agli adduttori), dentro Cordoba. E il colombiano è subito decisivo nell'anticipare Pazzini un attimo prima della battuta a rete. La partita (troppo spesso interrotta dal direttore di gara) procede a singhiozzo. L'Inter continua a fare affidamento sulle palle lunghe, la Samp prova a mettere insieme qualche trama senza successo. Stankovic ci prova dalla distanza: traversa. Cordoba si arrangia su Pazzini in area: Celi sorvola. Dessena va vicino al colpaccio al 94' ma Julio Cesar è attento. Finisce 1-0 per l'Inter. Il risultato c'è, l'Atalanta è il passato. Per il gioco meglio rivolgersi altrove.

    LE PAGELLE
    Mancini 4,5:
    Uno dei tanti desaparecipos nerazzurri, viene rispolverato per l'occasione. Non gli viene chiesto di fare l'Ibrahimovic, ma poco ci manca. Di ruggine addosso, comunque, ne ha davvero tanta. Troppa per riuscire a mettere in mostra qualcosa di buono. Le possibiltà che ritorni presto a scaldare la panchina sono talmente alte che non si accettano scommesse.

    Stankovic 7: Non trova grande assistenza nei compagni di reparto e allora si mette in proprio. Quando ripiega, lo fa con grande spirito di sacrificio, quando offende lo fa con la giusta cattiveria, quando tira mette (tanta) paura a Castellazzi. Colpisce anche una traversa con una bordata da lontano. All'inizio dell'era Mourinho sembrava superfluo. E' diventato fondamentale.

    Stankevicius 5,5: In settimana ci sono state le nomination all'Oscar e lui, non vedendo il suo nome, ci è rimasto male. Al minuto numero 20, allora, prova a conquistarsi un rigore con una simulazione degna dei migliori stuntment del mondo. Già ammonito, avrebbe meritato l'espulsione. Il resto, è corsa. Tanta, ma spesso inutile. 

    Santon 5,5: Titolare a sorpresa, più che Maxwell ricorda il più classico degli adolescenti al primo giorno di scuola. Diligente, ma timido timido.

    Adriano 6,5: Le spalle larghe per assumersi le dovute responsabilità non gli mancano di certo. Mancando Ibra, si ritrova da solo là davanti a fare a sportellate con chiunque gli capiti a tiro. Non incanta, ma si fa trovare pronto quando serve. Considerato che il 3 di gennaio chiunque gli avrebbe messo in mano un biglietto di sola andata, tanta grazia...

    January 21

    Inter 2 - Roma 1: neroazzurri in semifinale di Coppa Italia

    A San Siro l'Inter batte 2-1 la Roma e conquista le semifinali di Coppa Italia, dove affronterà la Sampdoria. Sullo 0-0 Vucinic va in gol ma l'arbitro vede un fallo di mano. Su ribaltamento di fronte Adriano approfitta di uno svarione della difesa giallorossa e segna l'1-0. E' il 10'. Al 20? Stankovic colpisce la traversa. Il pareggio della Roma arriva al 60' con Taddei ma 2' dopo Ibrahimovic riporta avanti l'Inter, che poi resiste agli assalti.

    INTER-ROMA 2-1
    Inter (4-3-1-2)
    : Toldo; Maicon, Burdisso, Samuel, Santon; Zanetti, Cambiasso, Muntari (86' Mancini); Stankovic; Ibrahimovic, Adriano (77' Chivu). A disposizione: Julio Cesar, Figo, Rivas, Balotelli, Quaresma. All. Mourinho
    Roma (4-3-2-1): Artur; Cicinho, Mexes, Juan, Riise (70' Menez); Brighi, De Rossi, Perrotta; Taddei (79' Aquilani), Julio Baptista; Vucinic (60' Pizarro). A disposizione: Julio Sergio, Loria, Greco, Cassetti. All.: Spalletti
    Arbitro: Orsato di Schio
    Marcatori: 10' Adriano (I), 60' Taddei (R), 62' Ibrahimovic (I)
    Ammoniti: Samuel (I), Juan, Vucinic, Perrotta, Mexes (R)

    LA PARTITA 

    49' Dopo quattro minuti di recupero triplice fischio. Inter in semifinale
    45' st
    Scintille tra Ibrahimovic e Mexes. Orsato non punisce nessuno
    40' st'
    Su cross di Menez, Burdisso rischia l'autorete 
    37' st
    Ancora Aquilani in rovesciata, fuori
    34' st
    Grande opportunità per il nuovo entrato Aquilani, palla all'esterno della rete
    29' st
    Splendida conclusione di Pizarro, prontissimo Toldo che gli nega la gioia del gol
    24' st
    Riise stende Ibra in area: l'arbitro lascia correre
    17' st Artur fa il miracolo su colpo di  testa di Samuel, sulla respinta arriva Ibra che mette dentro il 2-1
    15' st La Roma pareggia con una staffilata in area di destro di Taddei
    13' st
    Azione di prepotenza di Adriano, che serve Ibra: lo svedese si coordina bene ma spedisce fuori
    7' st
    Burdisso si oppone alla conclusione di Vucinic. Poi lancio di Baptista per Mexes che calcia alto
    5' st
    Bella palla tagliata di Riise, Santon manca l'intervento ma Taddei non ne approfitta
    4' st
    Angolo dalla destra per l'Inter, Adriano sovrasta Juan ma la palla termina alta
    1' st
    Le due squadre tornano in campo: nessun cambio

    45'+2'
    L'arbitro manda tutti negli spogliatoi dopo 2' di recupero
    42'
    Inserimento di Perrotta, Zanetti interviene e smorza il tentativo del giallorosso
    38'
    La Roma insiste: cross dalla destra di Taddei e colpo di testa di Cicinho che termina sopra la traversa
    35'
    Riise ci prova dalla lunga distanza, la mira è sbagliata
    30'
    Miracolo di Toldo, che con la manona devia in angolo il tiro di Brighi
    29'
    Splendido lancio di De Rossi per Baptista, che tenta la conclusione al volo ma liscia clamorosamente
    26'
    La risposta della Roma con Perrotta: Toldo è appostato bene sul primo palo e manda in angolo
    24'
    Palla gol per Ibra, che cerca di superare Artur con un pallonetto: il portiere giallorosso intercetta il pallone e mette in corner
    20'
    Taglio in area di Maicon per Stankovic, che si coordina benissimo e al volo calcia in porta colpendo la traversa
    10' Su ribaltamento di fronte Adriano approfitta di uno svarione della difesa giallorossa e realizza l'1-0
    9'
    Vucinic va in gol ma l'arbitro ha visto un tocco di mano
    7' Prima minaccia della Roma all'Inter: traversone di Cicinho dalla destra, Perrotta gira di testa e manda a lato
    3'
    Toldo esce su Vucinic lanciato da Julio Baptista
    1'
    Calcio d'inizio dell'Inter, si parte

    January 18

    Brutta Inter: Atalanta 3-Inter 1

    Dopo oltre tre mesi e 14 partite, l'Inter di Mourinho riassapora il gusto amaro della sconfitta in campionato e crolla a Bergamo sotto i colpi di un'Atalanta impeccabile e micidiale. Il tutto in poco più di mezz'ora, il tempo, cioè, necessario agli uomini di Delneri, di infilare tre volte Julio Cesar (Floccari al 18', Doni al 28' e 33') e calare il sipario sulla giornata dei campioni d'Italia. Di Ibra, a tempo scaduto, la rete dell'Inter.

    LA PARTITA
    Che l'Inter non fosse in un buon momento era parso chiaro già sabato scorso in occasione del faticosissimo pari casalingo contro il Cagliari. Che la dimensione attuale degli uomini di Mourinho fosse questa, però, era obiettivamente impensabile. A Bergamo, la solita, ottima, Atalanta dell'Azzurri d'Italia, domina in lungo e in largo almeno per tutto il primo tempo, chiuso con tre gol di vantaggio, e gestisce la ripresa senza troppi affanni e senza rischiare praticamente nulla. Il tutto nonostante l'ormai consueto tentativo di Mourinho di buttarla in "caciara" spendendo in campo, una volta sotto di due gol, tutte le punte possibili. Prima Obinna sull'esterno di sinistra al posto di Chivu. Quindi, nella ripresa, Adriano per Crespo (tutto normale, quindi) e Figo per Maxwell. Avesse potuto, o meglio, lo avesse convocato, il tecnico portoghese avrebbe piazzato là davanti persino Balotelli, la cui assenza, giustificata quanto si vuole (si allena male, chiarisce sempre lo Special One), comincia a diventare incomprensibile o, quanto meno, dannosa per l'Inter. Non sarebbe stato utile SuperMario nel forcing finale contro il Cagliari e qui a Bergamo? Il dubbio, in assenza di conferme, resta.

    Non c'è alcun dubbio, invece, su due particolari. Il primo: senza Samuel la difesa nerazzurra balla e, a volte, crolla. Il secondo, passando all'altra sponda, è che Delneri, che avrebbe meritato di battere il Milan e forse di pareggiare contro la Juve, ha costruito una macchina che, almeno in casa, gioca che è una meraviglia, muovendo il pallone spesso di prima, sfruttando le fasce e chiudendo - quasi sempre, vedi occasione fallita da Obinna all'86' - tutti gli spazi. Avesse la stessa personalità anche in trasferta la classifica, oggi, sarebbe ancora più prestigiosa.

    LE PAGELLE

    Floccari 7 -
    Fa impazzire Burdisso, e fin qui sarebbe tutto normale. Sergione fa però passare anche a Cordoba un pomeriggio da incubo e l'exploit non è proprio da tutti i giorni. Fa reparto da solo e si fa rispettare sia sui palloni alti che in fase di appoggio ai compagni.

    Doni 7,5 -
    Due gol, il primo con il contributo fondamentale di Ibrahimovic (deviazione di mano sulla punizione del 2-0), ma soprattutto un contributo costante a metà strada tra Floccari e la mediana bergamasca. Per questa squadra, ma la cosa è nota da tempo, è un giocatore irrinunciabile

    Ibrahimovic 5,5 -
    Indossa la maschera tutta smorfie dei giorni peggiori e non si vede, se non per qualche protesta (una da giallo che lo costringerà a saltare il prossimo impegno), fino al 60', quando finalmente scarica un destro insidioso tra le braccia di Coppola. Mourinho ne prende atto e mette in conto la seconda sconfitta stagionale. Inutile il suo gol a tempo scaduto

    Chivu 5 -
    Mourinho lo ripropone a centrocampo, ma, complice anche il passivo di due gol, se ne libera dopo 29' per giocarsi la carta Obinna. Scelta per nulla dolorosa alla luce di quanto mostrato fin lì dal romeno.

    Cordoba-Burdisso 4,5 -
    Mamma mia... La premiata ditta, restituita al calcio causa forfait di Samuel (e Materazzi), balla che è un piacere cercando vanamente di arginare Floccari e Doni. Il 3-1 finale premia una prestazione che avrebbe meritato sorte persino peggiore.

    January 14

    E Mou incontra Mourinho

    José Mourinho è stato esaudito. Prima della gara contro il Genoa di Coppa Italia il tecnico dell'Inter ha incontrato Diego Armando Maradona. Al Pibe de Oro il portoghese ha chiesto un autografo per il figlio. Il ct dell'Argentina ha fatto visita all'Inter al centro di allenamento di Appiano Gentile. Mou, per ricambiare, ha regalato al neo commissario tecnico dell'Argentina una felpa personalizzata.

    "Massimo Moratti in Italia è senza dubbio il mio presidente prefetito - ha dichiarato poi Maradona - perchè è un uomo squisito e ha portato in alto l'Inter. Questa estate ha preso Mourinho - continua Diego - che è lo stesso l'allenatore su cui senza dubbio avrei puntato io se fossi stato il presidente di qualche società. E' stato sicuramente il miglior acquisto possibile per l'Inter e l'ho anche detto a Moratti quando ne ho avuto l'occasione. Josè ha tutto: sa parlare ai giocatori, alla stampa, allo spogliatoio. Semplicemente il migliore".

    Proprio per questa grande stima nei confronti di Moratti, Maradona sarebbe venuto a giocare nell'Inter, se l'attuale presidente fosse stato già in carica? "Senza dubbio sì. Sicuramente, pur con tutto il rispetto che ho per i tifosi napoletani, che sono e resteranno per sempre nel mio cuore, credo che con Moratti presidente sarei stato un giocatore dell'Inter".

    Inter 3 - Genoa 1 Quarti di finale raggiunti

    L'Inter batte 3-1 il Genoa ai supplementari e accede ai quarti di Coppa Italia. I nerazzurri, in superiorità numerica dal 20' del primo tempo per l'espulsione di Biava, sbagliano un rigore con Adriano, ma riescono poi a passare in vantaggio con lo stesso brasiliano alla mezz'ora della ripresa. Il Genoa reagisce e pareggia con un gran gol di Rossi. Nei supplementari l'Inter, che troverà la Roma nei quarti, chiude il conto con Cambiasso e Ibra.

    LA PARTITA

    Missione compiuta per l'Inter. Faticando più del previsto, la formazione di Mourinho alla fine riesce comunque a portare a casa il risultato e a passare il turno.

    Il tecnico portoghese lancia Adriano dal primo minuto e lascia in panchina Ibrahimovic. Scelte obbligate invece per Gasperini, senza attaccanti e costretto a mettere in campo una formazione spuntata, con tanti giocatori di movimento in avanti.

    I grifoni hanno subito un'occasione ghiotta al 15' con Vanden Borre, ma il belga, dopo aver aggirato Toldo, tarda la conclusione e permette il recupero di Muntari.
    Al 20' la svolta dell'incontro: fallo da ultimo uomo di Biava su Adriano dal limite dell'area e l'arbitro Gava che decreta rigore ed espulsione. Un errore grave quello del direttore di gara, che sbaglia la valutazione del fallo, nettamente fuori dall'area. Dal dischetto va Adriano che però si fa neutralizzare il tiro da un reattivo Scarpi.
    Da quel momento in poi è un monologo nerazzurro, che cerca in tutti modi di sfondare l'ottima difesa rossoblù.

    Il forcing dell'Inter viene premiato alla mezz'ora della ripresa dal colpo di testa di Adriano, che dopo vari tentativi andati a vuoto, riesce a insaccare di testa su cross dalla sinistra di Maxwell.
    La reazione del Genoa però è immediata: Marco Rossi recupera palla sulla trequarti interista e inventa un diagonale spettacolare dal limite che va a finire esattamente all'incrocio del palo alla destra di Toldo.
    I rossoblù resistono ancora per un quarto d'ora e portano la partita ai supplementari.

    L'Inter parte subito all'attacco e in 10 minuti trova il gol prima con Cambiasso e 3 minuti dopo con Ibrahimovic, chiudendo definitivamente il match.

    I nerazzurri si qualificano così per i quarti di finale, dove tra otto giorni incontreranno la Roma.

    LE PAGELLE

    Scarpi 6 Protagonista, nel bene e nel male, della serata. Nei 90 minuti, prima para in maniera impeccabile il rigore di Adriano, poi sventa almeno tre pericoli, risultando spesso decisivo. Nei supplementari, però, l'errore che non t'aspetti: tiro dalla distanza di Ibrahimovic, lui che non trattiene e Cambiasso come un falco che s'avventa sul pallone e insacca. 

    Adriano 6,5 Si sbatte come da tempo non si vedeva e viene premiato alla mezz'ora della ripresa da un gol che sa tanto di liberazione. Riceve pure i complimenti di Mourinho.

    Rossi 7 Uomo ovunque del Genoa. Corre in qualsiasi zona del campo, sia in fase difensiva che in fase offensiva e non molla mai un secondo. La sua gran prestazione è suggellata dal gran diagonale che permette ai rossoblù di pareggiare i conti e portare la partita ai supplementari. Inesauribile.

    Maicon 6,5 Come Rossi, lo si trova dappertutto. A destra, a sinistra, il terzino brasiliano è un pericolo costante per la retroguardia rossoblù. Tenta più volte la conclusione, ma non sempre è fortunato.

    Jimenez 5 La delusione della serata. Dovrebbe mettersi in mostra per guadagnarsi la fiducia di Mourinho, ma ne azzecca veramente poche. Per lui si prevede ancora tanta, tantissima panchina.

    January 10

    Nel segno di Acquafresca: Inter 1 - Cagliari 1

    Si interrompe con la prima gara del 2009 la serie di vittorie in campionato dell'Inter. I nerazzurri pareggiano infatti 1-1 a San Siro col Cagliari, in una sfida che soprattutto nel secondo tempo regala tantissime occasioni da rete. Sono i sardi a passare in vantaggio con un gol dell'attesissimo Acquafresca e a sfiorare addirittura il clamoroso rappoppio, ma Ibrahimovic, servito da un grande assist di Crespo, regala un punto a Mourinho.

    LA PARTITA
    Mourinho
    risolve i dubbi della vigilia scegliendo l'esperienza. A occupare la corsia di destra difensiva è infatti Zanetti, con Chivu a centrocampo e il giovane Santon che si accomoda in panchina. In mezzo al campo Figo viene preferito a Jimenez, ma è Muntari a fungere da trequartista. Rispetto all'ultima gara nel 2008, il  Cagliari, privo dei centrali titolari Lopez e Bianco, ritrova Conti, con Cossu che può così tornare nel suo ruolo naturale, alle spalle di Jeda e Acquafresca.

    Discreto l'avvio dell'Inter: passano quattro minuti e Maxwell testa i riflessi di Marchetti. Poco dopo, prima Chivu e poi Ibrahimovic calciano con il sinistro sopra la traversa. Al 13' lo stesso Ibra riceve una gran palla da Cruz, concludendo però tra le braccia di Marchetti. Il Cagliari comunque non si scompone e mostra un buon possesso palla. La grande occasione nerazzura si ha sugli sviluppi di un calcio di punizione di Figo, quando Cruz è dimenticato dalla difesa sarda e mette fuori un facile colpo di testa. In seguito altra palla inattiva e altra opportunità, con il tocco di Samuel di poco a lato. Sul finire del primo tempo è capitan Zanetti a trascinare l'infreddolito pubblico di San Siro con due conclusioni pericolose, ma la frazione si chiude comunque sullo 0-0. I primi 45' dell'anno evidenziano la stessa Inter del 2008: non certo spettacolare, ma solida, contro un Cagliari che non sfigura.

    La ripresa si apre con Quaresma in campo per Cordoba. Il portoghese si piazza a sinistra e l'Inter passa al 4-4-2. L'ex giocatore del Porto si segnala subito per due conclusioni dalla distanza: inguardabile la prima, più vicina alla porta di Marchetti la seconda. Al 9' il pubblico milanese grida alla rete: Figo in profondità per Zanetti, dal capitano a Ibra, che da pochi passi commette un errore non certo degno di un pretendente al Pallone d'Oro. Quando sembra che l'Inter possa passare, arriva la rete del Cagliari e a segnarla non poteva che essere Robert Acquafresca: il futuro bomber nerazzurro beneficia della scivolata di Samuel, stoppa al limite dell'area e supera Julio Cesar. Mourinho rischia allora il tutto per tutto: dentro anche Crespo e Mancini. A rendersi pericoloso è però nuovamente il Cagliari, con Biondini e un grande Acquafresca. Occasioni del raddoppio mancate e arriva così il pareggio: Ibrahimovic approfitta di una grande azione di Crespo e tocca in rete sull'assist dell'argentino. L'Inter è sbilanciata e concede ovviamente spazi, ma Acquafresca stavolta perdona, fallendo un facile tocco da pochi passi. Anche l'Inter ha di che recriminare, quando Muntari trova il palo esterno. All'ultimo respiro i nerazzurri vanno in gol con Mancini, ma la rete è giustamente annullata per fuorigioco.

    La gara si chiude così sull'1-1. Ci si aspettava certamente di più dall'Inter, che questa volta, diversamente da Siena, ha anche il torto di dimostrarsi poco cinica. La nota positiva è il punto conquistato, in una gara che si poteva davvero perdere. Grande Allegri e grande Cagliari: fosse una squadra più concreta sarebbe da parte sinistra della classifica.

    LE PAGELLE
    Crespo 6,5
    Inaspettatamente, è lui a togliere le castagne dal fuoco a Mourinho e a evitare all'Inter la sconfitta e la brutta figura. La sua grande azione sulla sinistra è degna dei bei tempi e serve a recapitare a Ibrahimovic una palla su cui non si può sbagliare.
    Zanetti 7
    Centrocampo o difesa, destra o sinistra, il capitano è sempre l'anima di questa Inter. Giocando da terzino non può avere la potenza dirompente di Maicon, ma riesce comunque a essere il trascinatore della squadra, sfiorando anche la rete con due conclusioni che ricordano tanto quella vincente contro la Roma e valsa uno scudetto.
    Biondini 6,5
    Prova di carattere e dinamismo sul palcoscenico di San Siro. Svolge il ruolo di interno sinistro nel centrocampo a tre del Cagliari, riuscendo a dare copertura alla squadra, ma anche a proporsi e a sfidare la difesa interista. Tutto bene, peccato solo per la palla dello 0-2 non trasformata.
    Ibrahimovic 6
    Classe, tecnica, potenza. Lo svedese ha certamente queste qualità, ma proprio per questo è grave che fallisca dei gol come quelli non trasformati contro il Cagliari, prima di realizzare. Se eliminasse questo difetto l'Inter soffrirebbe meno, e lui si avvicinerebbe a un certo trofeo francese...
    Acquafresca 6,5 La gara è difficilissima per lui, sia per le ovvie implicazioni psicologiche, sia perchè non arrivano molte palle giocabili dalle sue parti. Alla prima occasione mostra però tutte le sue grandi doti, approfittando della scivolata di Samuel e trafiggendo Julio Cesar. Fallisce però un semplicissimo tocco per il 2-1 che gli costa mezzo punto in meno in pagella.
    Quaresma 5
    Attenuante: non è semplice giocare con un pubblico pronto a fischiarti al primo pallone che tocchi. L'ex giocatore del Porto non fa però nulla per far cambiare idea ai sostenitori nerazzurri, sbagliando anzi tanti palloni in modo grossolano.